Rifiuti di Roma: L’uomo di Monti ha detto Monti (dell’Ortaccio)…al momento

Rifiuti, a Monti dell’Ortaccio la discarica provvisoria? / Cronaca – Nuovo Paese Sera.

 

Sembra sia questa la scelta del commissario straordinario Goffredo Sottile. Anche se a Paese Sera non si sbilancia. Notizia non ancora ufficiale, ma che i cittadini sembrano conoscere già da tempo. Un sito pronto a soli 200 metri dall’attuale discarica di Roma di V. MORENO

 

Monti dell’Ortaccio, sempre Valle Galeria. Sembra sia questa la scelta del commissario straordinario Goffredo Sottile, per la discarica provvisoria del post- Malagrotta. Un sito pronto a soli 200 metri dall’attuale discarica di Roma. Notizia non ancora ufficiale, ma che i cittadini sembrano conoscere già da tempo: “Da più di un anno le ruspe di Colari scavano all’interno di questo sito – racconta Giulio Spaziani, comitato Malagrotta – malgrado i verbali dei vigili urbani ed il sopraluogo del Noe lo scorso luglio, non è avvenuto nessun sequestro ed il consorzio continua a lavorare indisturbato”. Una questione davvero assurda se si pensa che da quasi un anno i cittadini della Capitale – e dintorni – assistono ad uno “snervante” toto-discarica. “Siamo pronti a tutto – continua Spaziani – non ci arrenderemo mai”.

SOTTILE – Ancora oggi però, il prefetto Sottile preferisce non sbilanciarsi. Eppure, proprio durante la conferenza stampa al ministero dell’ Ambiente della scorsa settimana, sia lui che la governatrice del Lazio Renata Polverini, avevano parlato di una decisione che “sarebbe arrivata a giorni”. “Stiamo lavorando – ribadisce Sottile a Paese Sera – la necessità oggi è di fare il più in fretta possibile”. Sottile non risponde nemmeno quando gli viene chiesto su quali territori la sua equipe sta rivolgendo gli studi. “Siamo purtroppo abituati a queste strategie – dice Sergio Apollonio, presidente comitato Malagrotta – agosto rimane il mese cruciale per questo tipo di decisioni”. L’obbiettivo, è “evitare il più possibile l’ostruzionismo di cittadini”. Residenti che da troppo tempo però, subiscono gli effetti di un territorio tanto inquinato come la Valle Galeria, e che si stanno organizzando per contrastare ogni possibile nuova discarica.

CONFRONTO CON LE ISTITUZIONI – Da mesi ormai, i residenti della Piana del Sole, Malagrotta e di Ponte Galeria, chiedono di essere ricevuti dal prefetto per discutere della situazione. Ma senza risultato. “Il prefetto si diverte evidentemente a prenderci in giro – continua Spaziani – mai una volta ha provato ad incontrarci”. Lo stesso Sottile, conferma che l’ultima occasione in cui ha parlato con questi cittadini è stata sotto al ministero dell’Ambiente a seguito della presentazione del Patto per Roma. Incontro nato solo perché questi cittadini lo hanno voluto aspettare al termine della conferenza. Eppure, il confronto con la cittadinanza per la scelta di una possibile discarica, in un possibile territorio, è tra le disposizioni principali all’interno della direttiva Ue in materia.

SITO DEFINITIVO – Com’era prevedibile, proprio  a ridosso di ferragosto –  il più caldo degli ultimi anni – la questione dei rifiuti di Roma inizia a delinearsi. La scadenza più importante, secondo lo stesso Sottile, resta quella della chiusura di Malagrotta, quindi, la scelta del sito definitivo. Scelta riposta nelle mani della Provincia, con supervisione dalla Regione e attraverso il confronto con i comuni interessati. “La sensazione è che Malagrotta sarà nuovamente prorogata nel 2013 – dice Spaziani a Paese Sera – proprio perché Monti dell’Ortaccio, per essere pronta, ha bisogno di almeno altri sei mesi di lavoro”. Resta poi il nodo legato a Testa di Cane, altro sito possibile della Valle Galeria –  sempre di proprietà di Manlio Cerroni – posto sotto sequestro nel novembre scorso. “Se verrà effettuato il dissequestro di Testa di Cane – conclude Spaziani – secondo noi diventerà la discarica provvisoria, mentre proprio Monti dell’Ortaccio, proseguimento naturale di Malagrotta, sarà il sito definitivo”. Un’opzione che terrorizza tutto un territorio. Cittadini sul piede di guerra che rivendicano il proprio diritto alla salute, sotto lo slogan “noi abbiamo già dato”.

di Veronica Moreno