Grecia: ricomincio da…le cave dismesse.

 

Si chiama progetto HELIOS.

E’ un progetto sponsorizzato dalla Germania per far ripartire l’economia della

Grecia.

In breve si tratta di installare impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

I numeri sono impressionanti: 20 miliardi di euro di investimento per una programmazione dal 2012 al 2020 che porterebbe la Grecia non solo all’autosufficienza ma anche alla vendita di energia elettrica alla Germania e udite udite…all’Italia.

La quantità di energia prodotta a regime è stimata in 10 Gigawatt – non chiedetemi cosa significa 🙂

Dal punto di vista dell’occupazione si prevedono 60.000 posti di lavoro diretti più con l’indotto potrebbero arrivare a centomilapostidilavoro – certo non è il nostro unmilionedipostidilavoro…

L’aspetto eclatante è relativo ai terreni da utilizzare per i parchi fotovoltaici: non si tratterebbe di togliere terreno prezioso all’agricoltura ma di utilizzare cave dismesse e altri terreni abbandonati: in primis basi militari e aree di ex aereoporti.

Questa impostazione è stata già avviata in Germania ( ne ho fatto riferimento in precedenti post) con ottimi risultati.

L’area complessiva da utilizzare ammonterebbe a circa 200 Km quadrati (equivalenti a 20.000 ettari)

Per fare un paragone con casa nostra consideriamo che la cava di Quadro Alto qui a Riano occupa circa 100 ettari. Quindi si tratterebbe di circa 200 siti delle dimensioni di Quadro Alto.

Non sarebbe assolutamente un problema per l’Italia con 15.000 cave abbandonate

Ma tant’è, l’Italia parteciperà al finanziamento dei parchi fotovoltaici in Grecia e acquisterà l’energia prodotta e da noi nelle cave dismesse, ci mettiamo la monnezza…un affarone!

Comunque tanti auguri ai fratelli greci, spero che questo progetto possa servire alla rinascita del paese!

 

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Progetto Helios:

il dio sole salverà la Grecia dal default

di Andrea Marchetti

Per la Grecia gli investimenti nelle rinnovabili sono una “priorità nazionale”. Lo ha detto ad Atene Luca Papademos, Primo Ministro greco, durante una conferenza, lo scorso 3 Aprile. La Grecia, che ha fatto molti tagli alla spesa per scongiurare il tracollo finanziario, non attraversa certo un momento favorevole, ma Papademos ha promesso un investimento di 20 miliardi di euro per favorire lo sviluppo dell’energia solare che potrebbe aiutare il Paese ad uscire dalla crisi producendo, al contempo, energia pulita. “Negli ultimi anni”, ha detto Papademos, “ ci si è concentrati sulla disciplina fiscale della Grecia, ma l’armonizzazione fiscale non è sufficiente per lo sviluppo. Il settore dell’energia offre alla Grecia l’opportunità di diventare strategica per l’Unione europea ed i paesi terzi.”
In particolare Papademos si riferisce ad un grande progetto di solare fotovoltaico che, non a caso, ha il nome altisonante di “Helios” (Sole) con cui gli antichi greci indicavano il dio del sole. Il progetto Helios prevede l’installazione di moduli fotovoltaici per una potenza complessiva di 10 gigawatt entro il 2050. Secondo Papademos grazie ad Helios si potrebbero creare nuovi posti di lavoro ed opportunità di guadagno per superare il difficile momento economico e, allo stesso tempo, aiutare l’Ue a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili (il 20 per cento entro il 2020) garantendo energia pulita ai Paesi Membri.
Il Commissario Europeo per l’Energia Guenther Oettinger ha fatto sapere che continuerà a sostenere la Grecia nella realizzazione di una piattaforma stabile, competitiva e sostenibile che rafforzerà la crescita economica.
“Helios ha enormi potenzialità”- ha detto Oettinger- “ La Grecia deve dimostrare di poter sfruttare il suo sole e trasformarlo in un beneficio economico per sé e per altre regioni dell’Ue che hanno meno sole”. L’energia prodotta in Grecia, secondo le ipotesi presentate a Bruxelles nello scorso febbraio dal Ministro greco all’Ambiente ed all’Energia George Papaconstantinou, dovrebbe arrivare nel resto dell’Unione Europea attraverso una rete ad alta tensione che attraversi i Balcani ma anche attraverso una rete sottomarina nel Mar Adriatico o con arrivo in Italia.
Il progetto Helios si baserà su un accordo di cooperazione, necessario ad attrarre investitori industriali e finanziari, tra la Grecia ed uno o più Stati Ue. Al momento la Grecia sta ancora studiando con l’Ue i meccanismi finanziari più adatti all’ operazione come, ad esempio e titoli di stato (bond) che, in base alle tendenze attuali, avrebbero una tariffa di circa 12-13 centesimi di euro per ogni kilowatt-ora.
L’irraggiamento solare medio annuale della Grecia è pari a 1800 chilowattora al metro quadro, uno dei più alti in Europa, circa il 50% in più della Germania dove, solo nel 2009, la quota di energia da fonte solare nel consumo interno è salita dall’1 al 4 per cento. Ed anche la Germania vede con favore l’esportazione in Europa dell’energia elettrica da fonte solare prodotta in Grecia. Secondo il vice ministro tedesco dell’ambiente, Juergen Becker “Helios è un modo per aiutare la ripresa economica greca. Gli Stati Ue che vogliono l’energia greca dovrebbero coprire eventuali deficit di finanziamento. La Germania sta cercando un modo per contribuire al finanziamento di Helios”.
Helios sarebbe il secondo grande progetto solare sostenuto con fondi europei, dopo Desertec ( in Nord Africa, nel deserto del Sahara) finanziato da aziende, tra cui Siemens, e istituti di credito tra cui Deutsche Bank Bank AG (DBK) che mira a generare energia per i consumatori nell’area del Mediterraneo.
“Desertec e Helios non si escludono a vicenda” , ha detto Oettinger, che ha continuato: “Desertec è una visione per il 2050, Helios dovrebbe raggiungere la sua piena capacità già in 10 anni”.

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Helios, il progetto fotovoltaico ‘anti-debito’ della Grecia

Giulio Meneghello

Contribuire a ripagare il debito attraverso l’energia del sole: nella Grecia scossa dalle note vicende politico-economiche l’idea prende concretezza. Stiamo parlando del progetto Helios, che prevede di realizzare 10 GW di fotovoltaico sui terreni demaniali greci e di esportare all’estero l’elettricità pulita così prodotta, per contribuire a risanare i conti del paese. Un piano che il governo greco aveva reso noto quest’estate, che finora era rimasto piuttosto vago e di non sicura realizzazione, ma che invece ora pare muovere i primi passi. Si sta infatti procedendo a creare la società che gestirà il progetto e si sono individuati i terreni su cui realizzare gli impianti, lo ha annunciato nei giorni scorsi il ministro dell’Ambiente ellenico George Papaconstantinou in una presentazione che ha fornito più dettagli sullo schema progettuale(vedi allegato).

Con un’irradiazione solare tra le più alte in Europa, circa 1.800 kWh/m2, la Grecia potrebbe superare di molto il suo obiettivo per il 2020 (2,2 GW); attualmente sfrutta meno del 2% del suo potenziale solare mentre la meno assolata Germania paradossalmente ne sfrutta circa il 16%. L’idea da cui nasce il progetto è semplice: sfruttare il sole greco per aiutare gli altri Stati membri europei a raggiungere i propri obiettivi in materia di rinnovabili e nel contempo permettere alla Grecia di attrarre investimenti e avere entrate.

La Grecia metterà a disposizione degli investitori del fotovoltaico terreni demaniali, ad esempio cave abbandonate o basi militari, privi di vincoli legali-amministrativi e ne garantirà la connessione agevolata alla rete. In pratica si dà una corsia preferenziale per attrarre nella disastrata economia greca capitali esteri e far fruttare a pieno il potenziale solare del paese, realizzando impianti FV per 10 GW su circa 200 km2 di terreni.

Come detto, Papaconstantinou ha annunciato che il governo greco ha già preparato lo statuto di Helios S.A., la società pubblica che gestirà il progetto e ha già censito gli appezzamenti adatti. Che una task force trilaterale costituita da Grecia, Commissione europea e governo tedesco stesse lavorando al progetto invece lo sapevamo già (Qualenergia.it, Se la Grecia paga il debito con l’energia solare).

La Germania è infatti fin dall’inizio il partner privilegiato del piano ed è facile capire perché: ha interesse ad importare energia verde per soddisfare l’obiettivo 2020 spendendo meno e a dare sbocco alla sua fortissima industria fotovoltaica, che ora rischia di soffrire della riduzione del mercato domestico per il pesante taglio  agli incentivi in vigore dal 9 marzo prossimo (Qualenergia.it, Fotovoltaico in Germania, rivoluzione tariffe).

Quando il progetto partirà occorrerà decidere il modo in cui l’elettricità solare sarà trasferita dalla Grecia in Germania e negli altri Stati che parteciperanno e come i partner dell’accordo saranno compensati. Tre sono le possibilità che la direttiva europea 28/2009 sulle rinnovabili lascia aperte: un trasferimento statistico con il quale l’energia verde prodotta in Grecia possa essere conteggiata ai fini degli obiettivi sulle rinnovabili degli Stati partner; i progetti congiunti, in cui uno Stato finanzia un progetto di rinnovabili in un altro Stato membro, conteggiando l’energia verde prodotta nell’ottica dell’obiettivo nel paese finanziatore; e infine, gli schemi di supporto congiunti, secondo i quali due o più Stati membri collaborano a un progetto che contribuirà in maniera proporzionata ai rispettivi obiettivi nazionali.

L’elettricità non dovrà essere necessariamente trasferita fisicamente ma piuttosto statisticamente. Ciononostante la piena realizzazione del progetto Helios si inquadra in uno scenario in cui si potranno costruire nuovi elettrodotti in corrente continua (le cosiddette super-grid), capaci di collegare la penisola ellenica al resto del continente. Diverse le opzioni dipinte nella presentazione: la soluzione che permetterebbe di trasportare più energia (ma anche la più costosa) sarebbe un elettrodotto sottomarino che tagli longitudinalmente l’Adriatico attraversando poi Veneto e Friuli, fino in Austria.

Con questa nuova presentazione il progetto Helios sembrerebbe più vicino alla realtà. Se da una parte un piano del genere si inquadra pienamente nella discutibile politica di svendita del patrimonio pubblico imposta alla Grecia, dall’altra i vantaggi per il paese e per l’Europa ci sono. Gli Stati europei che parteciperanno potranno raggiungere gli obiettivi sulle rinnovabili spendendo meno. L’industria del fotovoltaico europeo, attualmente in difficoltà, potrà avere uno stimolo rilevante, specie nel segmento dei grandi impianti, che altrimenti nei maggiori mercati è praticamente bloccato. La Grecia, infine, avrebbe oltre alle ricadute fiscali e occupazionali, il vantaggio economico dell’energia venduta o delle concessioni sui terreni dati in uso. Staremo a vedere gli sviluppi.
Allegati

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