UNA PROPOSTA DI GESTIONE DEI RIFIUTI A ROMA

Riceviamo da RETE ZERO WASTE LAZIO  e COMITATO DIAMOCIDARE per ROMA verso Rifiuti Zero
una PROPOSTA DI GESTIONE DEI RIFIUTI A ROMA…
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Il Presidente del Consiglio dei Ministri del precedente Governo ha reputato necessario nominare un Commissario straordinario per il superamento dell’emergenza rifiuti nella provincia di Roma, sollevando le Istituzioni locali dalla gestione ordinaria, mentre registriamo a distanza di oltre un anno l’incapacità organizzativa e decisionale di trovare una soluzione in linea con le normative europee e nazionali per la gestione del ciclo dei rifiuti urbani di Roma.
La soluzione prospettata per arrivare alla chiusura della discarica di Malagrotta è l’apertura di ulteriori discariche nella Valle Galeria, territorio già compromesso dalla grave situazione di inquinamento ambientale e dalla preoccupante emergenza sanitaria e sociale in corso e di cui invece si chiede una grande operazione di bonifica ambientale di cui già esistono fondi della Provincia di Roma.
Vista la necessità di scongiurare l’ennesima proroga di Malagrotta e il suo ampliamento nell’adiacente sito di Testa di Cane e nel vicino sito di Monti dell’Ortaccio, aree riconducibili alla medesima proprietà,
visto che la normativa vieta che il rifiuto non trattato possa essere trasportato al di fuori del territorio regionale e comunque questi costi distrarrebbero risorse per avviare un ciclo virtuoso nel breve e nel lungo periodo,
I sottoscritti, in qualità di cittadini romani e rappresentanti delle associazioni e dei comitati aderenti alla Rete Zero Waste Lazio che si battono da anni per il ripristino della legalità e per l’applicazione di un corretto ciclo di gestione dei rifiuti,
                                 chiedono
che non venga aperta nessuna nuova discarica dal momento che le capacità residue di quelle esistenti in tutta la provincia di Roma possono diventare sufficienti ad accogliere il residuo secco da trattamento meccanico a patto che:
1) questi impianti siano messi in condizione di funzionare a pieno regime, dato che è stato accertato che oggi funzionano ancora solo al 60%, nonostante l’operato di ben due Commissari straordinari;
2) siano rese disponibili adeguate risorse da parte dello Stato e della Regione Lazio per finanziare l’avanzamento del porta a porta almeno sino al 40-45% entro sei mesi, obiettivo attuabile specialmente nei municipi di Roma in cui la raccolta porta a porta ha già dimostrato di funzionare appieno ed in quelli che ne hanno fatto espressa richiesta;
3) l’AMA deve riconvertire la filiera industriale al fine di fissare linee guida per massimizzare il riciclo ed il recupero e minimizzare il ricorso a discariche ed inceneritori, come peraltro previsto dalle recenti direttive europee e dalla delibera di iniziativa popolare depositata in Campidoglio il 4 giugno c.a. dal Comitato “DIAMOCIDAFARE per Roma Verso Rifiuti Zero” e dall’allegato Piano tecnico redatto dagli esperti della Rete Zero Waste Lazio e della Rete Nazionale Rifiut Zero;
4) vengano modificati con urgenza gli attuali impianti di trattamento meccanico biologico TMB per trasformarli in fabbriche di materiali selezionati da riciclare, con modifiche meccaniche e lavori eseguibili in pochi mesi e con minime risorse economiche allo scopo di eliminare la produzione di combustibile derivato da rifiuti e frazione organica di bassa qualità  per sviluppare la produzione di materiali separati da riciclare. Uno di questi impianti TMB è oggetto di drammatico inquinamento olfattivo in tutta la zona Salaria – Montesacro di cui si chiede subito l’allontanamento del processo di maturazione della FOS ed in prospettiva la Delocalizzazione in area lontana dai centri abitati;
5) vengano attuati urgentemente dal Comune di Roma progetti ed attività per la Riduzione dei rifiuti presso la Grande Distribuzione Organizzata (riduzione degli imballaggi), la costruzione di Isole ecologiche di quartiere per materiali ingombranti e pericolosi, la realizzazione di Centri di Riuso e l’incentivazione dei prodotti sfusi e riutilizzabili;
6) si realizzino con urgenza almeno tre Impianti di compostaggio con abbinato sia l’anaerobico che l’aerobico, su aree periferiche ma limitrofe a grandi aziende agricole quali utilizzatori del prodotto, o su aree già destinate ad uso industriale, comunque non soggette a vincoli ed adeguatamente distanti dai centri abitati e uniformemente dislocate sul territorio.
RETE ZERO WASTE LAZIO                       COMITATO DIAMOCIDARE per ROMA verso Rifiuti Zero
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