E’ possibile conciliare ambiente e industria? Intanto a Taranto…

E’ possibile conciliare ambiente e industria? Uno dei temi più pressanti della
nostra epoca sta vivendo in questi giorni punte di tensione a Taranto con
le vicende dell’ex Italsider oggi Ilva. Di fronte alla necessità ormai ineludibile
di pensare un nuovo modello di sviluppo che concili ambiente ed industria,
di fronte alla crisi occupazionale e alle iniziative giudiziarie una città e
tutta la nazione si interroga e partecipa agli sviluppi della situazione cercando
di uscire però dal vecchio ricatto sul lavoro a qualsiasi costo.
Sul tema vorrei segnalare un bellissimo libro di Carlo Vulpio: La città delle nuvole
(ed. Verdenero – Inchieste – 2009)
*
Il resoconto che leggerete di seguito arriva direttamente da Taranto e cioè dal
Comitato “Cittadini e lavoratori pensanti insieme”
che si è creato subito dopo l’inizio delle proteste.
Eccoli qui nelle immagini
*
Prima di passare al report sulla giornata odierna è opportuno un piccolo riassunto di come ci si è arrivati.
    Nei giorni immediatamente successivi alla sentenza di chiusura di alcuni reparti fondamentali (aria a caldo, cokeria, parchi minerali, etc.)   nei mass-media è venuta fuori (volutamente) una Taranto e operai Ilva in totale linea filo-padronale. Il che è in parte vero,   in quanto decenni di linea  sindacale cgil-cisl-uil  e di scelte politiche in totale assoggettamento verso Riva ed al suo completo soldo hanno posto i lavoratori e parte della città in condizione di continua ricattabilità.
    Migliaia di infortuni mai denunciati, chiunque provava ad alzare la voce veniva immediatamente mobbizzato, o licenziato, o messo in cassa impunemente.
    E i primi “sbirri” autocandidatisi a far rispettare i diktat di Riva  sono stati (e sono) fim fiom e uilm. In particolare la uilm ( che è il sindacato maggioritario) che ha instaurato un sistema mafioso-clientelare inimmaginabile. Non a caso l’attuale segretario nazionale della uilm (Palombella)    ha avuto questo “premio” grazie al totale asservimento alle politiche padronali (in particolare ovviamente in Ilva) quando era segretario uilm di Taranto.
    In questo sistema di paura, ricatti, manipolazione, galoppini, capi e caspetti mobilitati a difendere Riva ed il  suo gruppo dirigente si sviluppa quanto accaduto in questo ultimo periodo.
     Già alcuni giorni prima della decisione della giudice, c’erano stati scioperi (gratuiti, ovvero a carico dell’azienda!) e manifestazioni “spontanee” per le quali l’azienda metteva a disposizione dei lavoratori (e guai a chi non usciva!) i pullmans per recarsi in città. Il botto c’è stato ovviamente con la decisione della giudice in quanto, sempre con tutto (giornate lavorative e pullmans) a carico dell’azienda, giovedì e venerdì scorsi Taranto è stato totalmente isolata e si è proclamato lo sciopero e manifestazione per oggi con la presenza (addirittura) di camusso, bonanni ed angeletti. In quei momenti è venuta fuori mediaticamente (media anch’essi ampiamente al soldo di Riva) l’immagine di una Taranto e di lavoratori che difendevano a spada tratta Riva e le sue devastazioni ambientali.
      Ma ovviamente, questa è solo una immagine mediatica, perché in realtà è da tempo immemorabile che tutto quanto accade in quella azienda e le devastazioni ambientali che provoca erano oggetto di puntuale denuncia di stessi lavoratori Ilva, di ambientalisti veri,  nonchè dei cobas. Insomma un’altra Taranto che aveva difficoltà a venire fuori nella chiarezza di obiettivi     fuoriuscendo dalla contraddizione fra occupazione da una parte e salute/ambiente dall’altro alimentata ad arte da una parte da fim fiom uilm e dall’altra da ambientalisti alla Bonelli ed ampiamente supportata dai mass-media. ……
 ……..Ovviamente come Confederazione abbiamo alimentato e condiviso immediatamente questo percorso. In piazza ci siamo ritrovati in una cinquantina (non pochi) e già in serata era nato un comitato funzionale a controbattere quella valanga di fango filo Riva nella   manifestazione di oggi e soprattutto per costruire un percorso collettivo di ripresa dal basso degli spazi negati e di controllo sempre dal basso di tutte le decisioni che possano essere prese su questa vicenda.
Comitato composto oltre che da noi, di varie strutture di area sociale, di singole e singoli, e naturalmente di operai Ilva, sempre quelli che dall’interno e da tempo hanno denunciato sia pubblicamente che alla magistratura le devastazioni ambientali dell’Ilva pagandone dure conseguenze a livello personale nel complice silenzio della Fiom, proprio sindacato di appartenenza. Dunque ci si è ritrovati con facilità,  ……………….è stato conseguenziale per tutte/i provare a rivoltare di 180 gradi questo unanimismo filo-riva.
Immediato un comunicato stampa volantino che attaccava frontalmente Riva con le sue responsabilità, cgil-cisl-uil e la “politica” per le sue complicità senza infingimenti o mezze misure e la decisione di proporre uno spezzone di corteo “dissenziente” dalle posizioni “ufficiali e che voleva arrivare al palco e prenderselo se negato per far ascoltare un’altra voce Le giornate di martedì e mercoledì che hanno visto due iniziative di piazza con partecipazione di un centinaio di compagne/i e i volantinaggi di massa in città ed in Ilva ci avevano dato già delle buone sensazioni (no a caso ad esempio già ieri un confederale era stato autonomamente e duramente contestato in Ilva)  : insomma sembrava  che tutti aspettassero che si ponesse una alternativa al vomitevole unanimismo pro-riva di questi giorni L’indicazione per tutte/i è stata di schierarsi dietro lo striscione unico che recitava : SI AI DIRITTI NO AI RICATTI: OCCUPAZIONE-SALUTE-REDDITO-AMBIENTE.
Ed arriviamo alla giornata odierna, tenendo presente che le difficoltà si erano moltiplicate per una vergognosa  campagna terroristica portata avanti in fabbrica dai confederali e in città dai mass- media che non appena hanno saputo del nostra partecipazione al corteo hanno iniziato a parlare di invasione di no-tav, black block, centri sociali ed amenità del genere. E, badate bene, la stura (anche se non ve ne era bisogno) a questa infame campagna l’ha data un imbecille di ambientalista  ………. quando ha mandato un comunicato stampa paventando la calata dei “barbari” comunque definiti: pensate un po’ con chi abbiamo a che fare!……..
 …….. Il resto è cronaca in quanto il nostro spezzone era il più seguito per come si è caratterizzato e come si è ben potuto veder in tv (al di là dei commenti)  dopo che alla richiesta di far parlare un rappresentante di questo comitato non c’è stata ovviamente risposta, abbiamo conquistato il palco con la forza di movimento ( e senza neanche scontri di piazza) e, perché no, anche la totale attenzione  dei mass-media. Soprattutto è stato importante quando, prima di fuggire, un a mezza tacca ha invitato i lavoratori a continuare con cgil-cisl uil in un piazza adiacente, la piazza è rimasta piena per aspettare il nostro comizio e con loro sono andati praticamente solo i funzionarietti e qualche leccaculo.
Infine (e permettetemelo) sono ancora in goduria a ripensare alla fuga in diretta di camusso, angeletti, bonanni ed anche landini e codazzi vari: quasi meglio del ’92!
Dunque penso di dare un giudizio certamente positivo delal giornata odierna. Anzi se consideriamo tutta una serie di difficoltà, dall’aver organizzato tutto in tre giorni, avendo zero stampa, una infame campagna contro direi che il risultato di far fuggire i segretari generali di cgil-cisl-uil in una città di provincia ed in un giorno nel quale le attenzioni (comprese quelle poliziesche) erano rivolte su Taranto non è certamente un risultato da sottovalutare. Un altro dato estremamente importante è la partecipazione sentita, convinta ed estremamente determinata alla manifestazione: ovvero non era la “solita” stantia manifestazione ma al determinazione si leggeva negli occhi e negli atteggiamenti.
 …………..
Taranto 02/08/2012
Comitato “Cittadini e lavoratori pensanti insieme”
 *
    Ilva, il giorno della protesta     sciopero e cortei a Taranto
    Cobas bloccano comizio
      TARANTO – I lavoratori dell’Ilva hanno iniziato la mobilitazione uscendo dalla fabbrica per preparare i due cortei in coincidenza con lo sciopero di ventiquattro ore proclamato da Cgil, Cisl e Uil e dai sindacati di categoria dei metalmeccanici (alla manifestazione aderisce anche l’Ugl) dopo il sequestro di sei impianti dell’area a caldo imposto dalla magistratura per disastro ambientale.
    I due cortei partiranno dal Ponte di Pietra, nella città vecchia e dal piazzale antistante l’arsenale militare. Alla testa di uno dei due cortei, nella fase conclusiva della manifestazione, ci saranno i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti; nell’altro corteo i segretari nazionali dei sindacati dei metalmeccanici, Maurizio Landini (Fiom), Giuseppe Farina e Franco Bentivoglio (Fim) e Rocco Palombella (Uilm).
    Contemporaneamente a Bari il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, insieme alla governatore della Puglia, Nichi Vendola, terrà una serie di incontri alla presidenza della Regione Puglia. Clini incontrerà in mattinata i rappresentanti degli enti locali, una delegazione di parlamentari ed il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante; nel pomeriggio avrà un confronto con i leader sindacali nazionali e con Confindustria.
    ORE 9:20 – MIGLIAIA DI PERSONE IN STRADA
    Migliaia di lavoratori dell’Ilva stanno attraversando la città vecchia di Taranto in uno dei due cortei organizzati per la manifestazione di protesta dopo il sequestro di sei impianti a caldo dello stabilimento siderurgico. Gli operai, sventolando le bandiere delle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil intonano spesso lo slogan ‘Il lavoro non si toccà e stanno raggiungendo il centro cittadino, dove si uniranno all’altro corteo partito dal piazzale antistante l’arsenale militare.
    ORE 9:30 – PARTITO SECONDO CORTEO DA ARSENALE TARANTO
    E’ partito poco fa dal piazzale antistante l’Arsenale militare di Taranto il secondo dei due cortei organizzati dai sindacati confederali e metalmeccanici a sostegno dei lavoratori dell’Ilva. Sono migliaia i manifestanti muniti di fischietti, bandiere e striscioni che stanno sfilando nel centro cittadino. In testa campeggia un grande manifesto con la scritta: “Difendere il lavoro per tutelare salute, sicurezza e ambiente”. E’ atteso anche l’arrivo dei tre segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm. Al corteo partecipano molte donne. C’è un imponente servizio d’ordine con carabinieri e poliziotti in assetto antisommossa per scongiurare possibili problemi di ordine pubblico.
    ORE 9:35 – CAMUSSO: PROBLEMA RIGUARDA ASSETTO INDUSTRIALE PAESE
    “Il problema dell’Ilva è il problema dell’assetto industriale del nostro Paese. Dobbiamo sapere che se non si trovassero soluzioni saremmo costretti a importare acciaio dall’estero”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che partecipa ad uno dei due cortei organizzati dai sindacati a Taranto dopo il sequestro dell’area a caldo del siderurgico.
    «E’ essenziale che l’azienda cambi atteggiamento, perchè troppo spesso ha avuto quello di chi voleva fare tutto ciò che desiderava, senza attenzione ai problemi e anche all’innovazione tecnologica fondamentale per fare produzione di qualità». «Speriamo – ha aggiunto – che i segnali di questi giorni siano positivi, perchè occorrono risorse, scelte e rispetto per tutti i soggetti in campo».
    ORE 10:00 – LANDINI (FIOM): L’AZIENDA DIA SEGNALI CON INVESTIMENTI
    «Abbiamo deciso di scioperare e manifestare nella città e di discutere con la città proprio perchè vogliamo unire il diritto al lavoro col diritto alla salute e allo sviluppo del territorio». Lo ha detto il leader nazionale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, a margine della manifestazione in corso a Taranto.
    «Non è facile – ha proseguito Landini – perchè ci sono anni di ritardi, ma bisogna provare a voltare pagina. Noi ci rivolgiamo direttamente all’azienda, al nuovo presidente dell’Ilva, perchè dicano delle cose chiare. Per abbattere le polveri c’è bisogno di fare degli investimenti, si sa dove agire, dai parchi alla cokeria, e di fronte a un impegno preciso dell’Ilva anche le istituzioni, a partire dal governo, faranno la loro parte». Landini ha precisato che i sindacati vogliono «difendere il lavoro e dire che l’idea di fermare lo stabilimento non sta in piedi. Sappiamo che i problemi non si risolvono in pochi giorni ma è il momento di fare delle cose concrete. Non è il momento di dividere – ha sottolineato il leader della Fiom – ma di unire per recuperare dei ritardi anche nostri».
    10:05 – BENTIVOGLI (FIM): MANIFESTAZIONE IMPONENTE
    «C’è già un concentramento straripante di lavoratori, accompagnati dai loro familiari, e altre duemila persone sono in attesa davanti ai cancelli dell’azienda per raggiungere il corteo». Lo ha detto il segretario nazionale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, che sta partecipando a Taranto al corteo a sostegno dei lavoratori dell’Ilva.
    «E’ una manifestazione imponente, di portata storica. Da questa partecipazione – ha aggiunto Bentivogli – si percepisce il forte consenso dei cittadini che hanno compreso le istanze di chi vuol difendere il posto di lavoro. Bisogna dare continuità allo stabilimento».
    Bentivogli ha poi fatto presente che la manifestazione «è contro l’inquinamento e a tutela dell’occupazione. La città non accetta il fatto che per molte cose non realizzate, a pagare siano solo i lavoratori».
    ORE 10:15 – CORTEI CONGIUNTI IN PIAZZA DELLA VITTORIA
    I due cortei partiti separatamente si sono congiunti in Piazza della Vittoria dove sta per cominciare il comizio che verrà concluso dai segretari nazionali di Cigl, Cisl e Uil. La piazza è gremita da migliaia di persone.
    ORE 10:20 – ANGELETTI: NON ACCETTEREMO CHIUSURA
    «Non accetteremo per nessuna ragione la chiusura dell’Ilva. Molto spesso parlano persone che non conoscono quello che dicono». Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, dal palco di Piazza della Vittoria a Taranto durante il comizio conclusivo della manifestazione per l’Ilva.
    «Non vogliamo fare pressioni su nessuno, ma abbiamo il diritto non solo di dire ciò che vogliamo ma di dire che se non ci fanno lavorare, noi non spariremo in silenzio, se non ci fanno stare nelle fabbriche noi staremo nelle piazze». Lo ha detto il leader nazionale della Uil, Luigi Angeletti, alla manifestazione di Taranto contro la chiusura dell’Ilva. Non si può pensare di chiudere la fabbrica – ha aggiunto «perchè al disastro ambientale si aggiungerebbe il disastro sociale».
    ORE 10:30 – CONTESTAZIONE CON FUMOGENI: SOSPESO COMIZIO
    Un gruppo di contestatori dei Cobas ha fatto una incursione con fumogeni nella piazza della Vittoria dove era in corso il comizio dei leader sindacali confederali. Il comizio è stato sospeso.
    La manifestazione sindacale è stata conclusa in seguito all’incursione di un centinaio di contestatori appartenenti a Cobas e centri sociali. Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa hanno impedito che i contestatori raggiungessero il palco. L’interruzione è avvenuta durante l’intervento del segretario Fiom Landini.
    I contestatori, giunti nel cuore della piazza a bordo di un furgoncino da cui diffondevano fumogeni colorati, sono stati invitati dagli organizzatori della manifestazione sindacale a prendere la parola dal palco. Si tratta di formazioni che sostengono la necessità di chiusura immediata dell’Ilva per interrompere la diffusione di inquinanti e contestano la posizione dei sindacati che vogliono salvaguardare lavoro e ambiente.
    I contestatori che hanno interrotto la manifestazione sindacale di Taranto sono giunti in piazza facendosi largo tra la folla a bordo di un Apecar. Hanno diffuso fumogeni e lanciato uova contro il palco da dove era in corso il comizio. Secondo quanto riferito dal segretario della Fiom, Maurizio Landini, durante l’incursione i contestatori hanno staccato fili del sistema di amplificazione. L’incursione era stata preceduta da fischi durante il comizio del leader della Cisl, Raffaele Bonanni.
    ORE 11:00 – CONCLUSO BLITZ CONTESTATORI, PIAZZA TARANTO SI SVUOTA
    L’incursione dei contromanifestanti si è conclusa ed ora il gruppo di contestatori sta indietreggiando raggiungendo i margini della piazza scortato dalle forze di polizia. Uno dei contestatori, in piedi sull’Apecar, ha letto un volantino contro i sindacati accusati di essere troppo vicini all’Ilva e di difendere l’azienda più che la salute dei cittadini e dei lavoratori.
    Dal momento dell’interruzione della manifestazione sindacale la piazza si è andata progressivamente svuotando.
    11:05 – CONTESTAZIONE, RIPRENDE COMIZIO TARANTO
    Dopo l’uscita dalla piazza della Vittoria dei contestatori che hanno interrotto la manifestazione organizzata dai sindacati confederali, è ripreso da pochi minuti il comizio dei leader sindacali. Dal palco erano riusciti a parlare il leader della Cisl Buonanni e della UIl Angeletti, e il leader della Fiom, Landini. E’ in corso ora l’intervento del segretario della Cgil, Susanna Camusso.
    ORE 11:05 – LANDINI (FIOM), CONTESTAZIONE NON ACCOLTA DA PIAZZA
    “E’ stata una contestazione premeditata, non accolta però dal resto della piazza”. Lo ha detto ai giornalisti il leader nazionale della Fiom, Maurizio Landini commentando la sospensione del comizio in seguito all’arrivo di un gruppo di contestatori.
    “Quella di oggi – ha aggiunto – è stata comunque una grande manifestazione. L’inquinamento non è solo dell’Ilva. Si pagano anche gli inquinamenti e gli errori fatti quando l’azienda è nata ed era pubblica”.
    “Erano anni che non si vedeva una manifestazione di questo genere. E’ stato un errore interromperla”. “La nostra controparte è l’Ilva – ha aggiunto – noi siamo per unire la città. La Fiom non nasconde che c’è un problema di recuperare il rapporto con i lavoratori. Ma per il fatto che la magistratura debba supplire alla politica, non si può dimenticare quello che non ha fatto la politica in passato”.
    ORE 11:20 – BONANNI (CISL): IMPENSABILE PERDERE 20MILA POSTI LAVORO
    “E’ impensabile che si possano perdere ventimila posti di lavoro. Questa manifestazione vuole richiamare l’attenzione su un’emergenza nazionale”. Lo ha detto il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni prima dell’interruzione del comizio in piazza della Vittoria a Taranto. “Questa – ha proseguito – è una grande manifestazione di piazza e di popolo. Una città che si stringe attorno alla sua certezza. Con queste premesse ce la faremo”.
    ORE 11:25 – CAMUSSO: NON SI RISANA IMPIANTO FERMANDOLO
    «Non si risana impianto siderurgico fermandolo. C’è bisogno di investimenti che devono essere fatti con lo stabilimento in marcia, chiediamo al governo investimenti e chiediamo che ciascuno faccia la sua parte». Lo ha detto il segretario della Cgil, Susanna Camusso, nel suo intervento che ha concluso la manifestazione di Taranto contro la chiusura dell’Ilva.
    «Una situazione così non ce la saremmo mai immaginata: svegliarci una mattina e chiederci se una delle più grandi fabbriche del paese sarebbe rimasta aperta o no». «Questa non è una gara a chi urla di più – ha aggiunto – è una difficilissima vertenza sindacale che ha bisogno di unità del lavoro, dei sindacato e dei lavoratori e delle lavoratrici». «Bisogna resistere un minuto di più di una controparte che non vuole fare le cose. Serve la straordinaria compostezza della classe operaia di Taranto. Cambiare si può e lo faremo».
    «Non è giusto e non è legittimo impedire lo svolgimento di una manifestazione». «E’ sempre facile dire – ha aggiunto – che si poteva fare qualcosa di più. Non è ammissibile però che in una vicenda così complicata si faccia del sindacato e dei lavoratori il capro espiatorio. Così loro (riferito ai contestatori, ndr) hanno ottenuto una visibilità che altrimenti non avrebbero avuto».
    “Non si può contrapporre lavoro a salute – ha detto ancora – ma bisogna continuare a investire e vogliamo conoscere il piano dell’azienda. Bisogna intervenire sul parco minerali e non si può continuare a dire che non è possibile. Lo fanno altre aziende e vale anche per l’Ilva”.
    ORE 11:35 – CONTESTATORE: QUESTI SINDACATI NON CI RAPPRESENTANO
    «Questi sindacati non ci rappresentano». Lo ha detto uno dei contestatori, operaio dell’Ilva, che hanno interrotto il comizio dei segretari confederali e dei metalmeccanici a Taranto. «Hanno tirato il peggio di noi, il peggio di questa città . In quella fabbrica – ha aggiunto – non ci sono diritti, non c’è dignità. C’è abbandono totale. Noi conosciamo i nostri problemi e chi ci rappresenta. Se un segretario interviene a un’assemblea manifestando solidarietà a otto persone che ci hanno sottomessi, perseguitati, minacciati e avvelenati – ha concluso il lavoratore – è un sindacato che non conosce i nostri diritti o è troppo assoggettato all’azienda».
    ORE 11:36 – CONCLUSA MANIFESTAZIONE
    Si è conclusa a Taranto la manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil a sostegno dei lavoratori dell’Ilva. L’ultima a prendere la parola è stato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. La manifestazione è terminata senza disordini. I contestatori – poco più di un centinaio – si sono allontanati dalla piazza seguiti dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa.
    ORE 11:50 – FERRANTE: BISOGNA USARE BUONSENSO
    «Bisogna sempre conservare e usare molto buon senso, chi interviene per turbare non fa un grande servizio alle ragioni dei lavoratori e della democrazia»: così il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, a Bari ha risposto alle domande dei cronisti sulla interruzione, da parte di un centinaio di contestatori, della manifestazione che si è tenuta stamani a Taranto. Nella sede della Regione Puglia Ferrante parteciperà ad un incontro con il governatore, Nichi Vendola, e il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.
    Ferrante ha aggiunto che “le manifestazioni dei lavoratori sono giuste, legittime e danno l’idea della volontà di essere presenti per conservare il posto di lavoro”. “Ben vengano – ha proseguito il presidente dell’Ilva – queste manifestazioni che io vedo con grande favore”.
    Parlando con i cronisti, Ferrante ha sottolineato che “bisogna sempre rispettare il diritto a manifestare. Chi interviene per turbare gli animi – ha ribadito Ferrante – non fa un grande servizio alle ragioni dei lavoratori e alle ragioni della democrazia”.
    La dirigenza dell’Ilva «è vicinissima ai lavoratori e con loro combatteremo per far valere le nostre ragioni». «Confermo – ha proseguito Ferrante – la nostra precisa e decisa volontà di tutelare i livelli occupazionali e la vita dell’impresa». «Il nostro impegno è quello di coniugare lavoro, salute, impresa ed ambiente: sono – ha sottolineato – termini non in contrasto; in un Paese moderno questi termini non possono essere in contrasto». «Con le istituzioni – ha concluso – continueremo il dialogo per far valere le nostre ragioni».
    ORE 12:17 – LAVORATORI DITTE APPALTO BLOCCANO PONTE TARANTO
    Un centinaio di lavoratori delle ditte d’appalto dell’Ilva, che ha partecipato alla manifestazione dei sindacati, ha presidiato il ponte girevole bloccandolo su entrambi i lati e non consentendo la circolazione delle auto. Poi hanno tolto il presidio in coincidenza con la fine dello sciopero previsto per oggi. La circolazione dei veicoli è ripresa ora regolarmente.
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