Valle Braccia: Aiutateci a capire

 

Partiamo dalla fine: domenica pomeriggio 22 luglio viene postato su Facebook un documento ufficiale della Regione Lazio “pronunciamento 066333” che autorizza l’ampliamento di un impianto di recupero rifiuti (carta e plastica) esistente nel comune di Riano in località Valle Braccia. Il progetto di richiesta ampliamento risulta agli atti depositato alla Regione il 7.06.2010

progettovallebracciarecuperorifiuti085_2010

Questo documento della Regione è datato 16 febbraio 2012 e conclude alla fine: eventuali ricorsi dovranno essere formalizzati entro il termine di 4 mesi cioè il 16 giugno…

Il primo fatto è quindi che il progetto è approvato e si farà.

Non convince però che nessuno ne sapesse niente e che il documento sia stato circolarizzato quando ormai non si poteva più opporre ricorso (sempre che ci fosse qualcuno che dovesse/potesse opporre delle riserve).

Sulla necessità di istituire una filiera di recupero e riciclo della differenziata sono ormai tutti d’accordo. Le preoccupazioni nascono dalla lettura del documento della Regione che illustra uno scenario di enormi proporzioni, con un’azienda che passa da una gestione di 5.000 tonnellate a 120.000 tonnellate di rifiuti gestiti l’anno,  una dimensione 24 volte quella attuale.

Ben venga lo sviluppo del territorio, lo sviluppo dell’occupazione e di attività produttive in un momento di grave crisi economica. Non bisogna però dimenticare mai l’equilibrio con il tessuto del territorio e gli eventuali impatti sulla salute e sull’ambiente da attività potenzialmente pericolose.

Ci saremmo perciò aspettati che un progetto economico, quale che fosse, di così forte impatto avesse visto il coinvolgimento della popolazione, quantomeno in termini di informazione .

In data 24 luglio l’amministrazione comunale sente l’esigenza di rispondere alle preoccupazioni che cominciano a circolare con una nota pubblicata sul sito e sotto riportata.

Traspare da questa nota un certo nervosismo. Si parla di “inesistenti e fuorvianti notizie apparse su alcuni social network” che altro non sono che il documento 066333 della Regione Lazio.

Il comune di Riano però non ha ritenuto opportuno pubblicarlo ne pubblicizzare il progetto dal 2010 ad oggi (ricordo che fino a maggio 2011 c’era un’amministrazione di destra, quindi si assiste ad un silenzio trasversale).

Poi la nota prosegue giocando e facendo un po’ di confusione con i numeri ed infine la conclusione sembra avvisare i rianesi : se non volete la discarica dovete prendervi gli impianti di recupero.

Ha quasi l’aria di un dictat che non ammette riserve, quasi un ricatto…

Noi però vorremmo capire e condividere le scelte di gestione del territorio che riguardano soprattutto le future generazioni.

Chiediamo perciò aiuto a quanti, esperti o informati sulla tematica, ai gestori degli impianti, forze politiche e amministrative, di fare chiarezza su questo progetto e sugli impatti che potrà avere sul territorio.

Sulla tipologia di materiale:

risulta a progetto la gestione di 5.000 tonnellate di pannolini e assorbenti (ovviamente non nuovi!) – come si conciliano con carta, plastica e altri materiali oggetto di differenziata?

Si gestiranno metalli non propriamente da raccolta differenziata come PIOMBO, ZINCO, STAGNO… come si conciliano con carta, plastica e altri materiali oggetto di differenziata?

Ci saranno anche “rifiuti urbani non differenziati” – come si conciliano con carta, plastica e altri materiali oggetto di differenziata?

Sulle quantità gestite e le finalità del materiale recuperato:

Indubbiamente 120.000 tonnellate sono una quantità enorme. Si tratta di materiale proveniente solo dalla differenziata o anche dai TMB (che lavorano l’indifferenziata)?

Il materiale una volta lavorato è destinato a ricostituire “materia prima” o verrà inviato agli inceneritori?

Verranno quindi prodotte le cosidette eco-balle?

E’ previsto lo stoccaggio provvisorio di materiale non recuperabile – Di quali quantità si tratta?

In merito agli impatti sull’ambiente:

La “pronuncia “ della Regione richiede di adottare delle misure di salvaguardia del terreno per quanto riguarda la possibilità di inquinamento delle acque e di adottare dei sistemi di filtraggio per evitare l’inquinamento dell’aria – A cosa sarebbe dovuto questo pericolo paventato dalla Regione Lazio?

In relazione all’impatto sulla viabilità:

120.000 tonnellate l’anno, corrispondono a 10.000 al mese e 500 tonnellate al giorno…

Se calcoliamo che un compattatore AMA a tre assi porta a pieno carico 9 tonnellate e qui stiamo parlando però di materiale proveniente dalla differenziata (quindi i camion dovrebbero portare un carico forse minore)…

Farebbero 70-80 camion al giorno in ingresso, più tutti quelli che in uscita portano il materiale suddiviso per tipologia….

Nel progetto si stima in 14 camion al giorno l’incremento del traffico. Come è stata valutata questa dimensione di incremento traffico?

Queste sono alcune delle prime domande che si stanno ponendo i cittadini in assenza di un informazione chiara e trasparente.

Augurando tutto il bene possibile a chi lavora sul territorio, auspichiamo altresì che si faccia chiarezza e si possa sviluppare il territorio salvaguardando la salute dei nostri figli e l’ambiente in cui dovranno vivere le nuove generazioni.

 

*

Di seguito la nota del comune di Riano

http://www.comune.riano.rm.it/index.php?option=com_content&view=article&id=534%3Aprecisazioni-capannoni-vallebraccia&catid=12&Itemid=182

Pubblicato Martedì, 24 Luglio 2012 12:24

In merito alle inesistenti e fuorvianti notizie apparse su alcuni social network, si tiene a precisare che la richiesta inoltrata alla Direzione Regionale Ambiente – Area Valutazione Impatto Ambientale e Valutazione Ambientale Strategica della Regione Lazio,

 da parte della BALDACCI RECUPERI S.R.L., inerente il “PROGETTO DI ADEGUAMENTO PRODUTTIVO DESTINATO AD ATTIVITÀ DI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI” in di Via Valle Braccia a Riano, consiste nella possibilità – accordata dagli uffici preposti – di ampliamento di un sito industriale esistente per la raccolta, selezione, trattamento e stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi.

In particolare ad oggi la BALDACCI RECUPERI S.R.L. lavora 7.500 t/a di rifiuti speciali non pericolosi tra cui carta, cartone e cartoncino, inclusi poliaccoppiati, anche di imballaggi e imballaggi usati in plastica compresi contenitori per liquidi, con esclusione di fitofarmaci e per presidi medico-chirurgici, ai sensi del D.M. 05.02.1998 e s.m.i.

L’attività che si intende esercitare aumenterebbe la lavorazione a 115.000 t/a incrementando le quantità degli attuali rifiuti trattati (70.000 t/a), aggiungendo per 45.000 t/a altri rifiuti speciali non pericolosi tra cui paraurti e plance di autoveicoli in materie plastiche (5.000 t/a), scarti di legno e sughero, imballaggi di legno (20.000 t/a), scarti di pannolini e assorbenti (5.000 t/a), imballaggi, vetro di scarto ed altri rifiuti e frammenti di vetro; rottami di vetro (5.000 t/a), rifiuti di metalli non ferrosi o loro leghe (5.000 t/a), rifiuti di ferro, acciaio e ghisa (5.000 t/a).

Si comunica altresì ai cittadini che esprimono preoccupazione in merito al progetto in questione:

1.che non si tratta dei costruendi capannoni di Via Piana Perina, bensì di un’area già in piena attività da anni sita in Via di Valle Braccia;

2.che se non si vogliono realizzare nuove discariche di rifiuti “tal quali” è necessario incentivare il riciclo dei materiali attraverso una raccolta differenziata dei rifiuti;

3.che se non si vogliono realizzare nuove discariche di rifiuti “tal quali” è necessario incentivare il recupero di rifiuti speciali non pericolosi.

Restando a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, cordialmente.

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