Istanza Formale al presidente Monti al fine di chiedere la revoca dell’incarico a De Gennaro

Istanza Formale al presidente Monti al fine di chiedere la revoca dell’incarico a DE Gennaro « LA PIAZZETTA COMUNISTA.

 

L’Osservatorio dei diritti di Catania, sta predisponendo una raccolta di firme e di adesioni tramite internet, al fine di chiedere formalmente al Presidente del Consiglio Monti, la revoca dell’incarico di sottosegretario agli interni del dott. De Gennaro. Il dott. De Gennaro era il capo della Polizia di Stato durante il G8 di Genova nel 2001. Una tragedia definita da Amnesty International come “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dalla fine della Seconda Guerra mondiale”. All’indomani della sentenza della Cassazione che confermava le condanne inflitte a dirigenti e agenti per i fatti della Diaz, nessuna scusa, nessun mea culpa, da parte del dott. De Gennaro ma solidarietà per i condannati. Per questo ed in ossequio a quelli che sono i principi di Democrazia e Libertà scolpiti nella Costituzione Italiana, appare opportuna e doverosa una revoca dell’incarico istituzionale.
Segue il testo della lettera che verrà inviata al Presidente Monti.

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Ill.mo. Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti
Ci rivolgiamo a Lei senza alcuna autorevolezza e senza alcuna legittimazione politica, o pubblica, se non quella di essere semplici cittadini di questo Stato.
Abbiamo usato la S maiuscola, non per buona creanza scritturale, ma perché crediamo nello Stato.
Crediamo in questo Paese (anche qui la lettera maiuscola).
Crediamo nella Costituzione Repubblicana.
E per questo, da credenti nella Democrazia ci rivolgiamo a Lei.
Affinché in un Paese le Istituzioni possano dirsi democratiche, non solo devono ovviamente esserlo, ma lo devono anche apparire.
Sig. Presidente, la Democrazia è e deve essere come l’alba al mattino con l’aria tersa e pulita. Deve apparire in tutto il suo splendore, senza foschia e senza alcuna nuvola che la possa minimamente offuscare.
Ma venendo all’argomento che ci muove a rivolgerci a Lei, Le scriviamo in merito alla nomina del Dott. De Gennaro quale sottosegretario al Ministero degli Interni.
Ci permetta, pro domo nostra, una citazione sul dott. De Gennaro, una definizione data dal Presidente della Repubblica Cossiga, nell’aula del Senato della Repubblica, durante un’interpellanza parlamentare, come Senatore a vita, qui non si tratta se essere estimatori o meno del Presidente Cossiga, ma è certo interessante il suo punto di vista :
“…Scagnozzo, losco figuro, Gianni De Gennaro ha una tale bassezza morale che non mi può offendere neanche se mi sputa in faccia, (…) un uomo che è passato indenne dalla tragedia di Genova“.
Non sono frasi nostre, non abbiamo la conoscenza della storia italiana, dei suoi fatti, dei suoi protagonisti che aveva, comunque, il Presidente Cossiga.
La Tragedia di Genova, caro Professore Monti.
De Gennaro passato indenne dalla tragedia di Genova.
Sono passati 11 anni da quella tragedia. Una tragedia definita da Amnesty International come “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dalla fine della Seconda Guerra mondiale”.
Nomi come Diaz, Bolzaneto, le immagini dei pestaggi, della violenza inaudita e immotivata delle forze dell’ordine, sono un’onta indelebile per la nostra Democrazia.
Un’onta che la Giustizia non potrà comunque alleviare.
Le ferite che sono state aperte quel giorno non sono ancora rimarginate.
E non le rimargineranno le condanne in sede penale dei dirigenti funzionari e agenti di Polizia. Non le rimargineranno le condanne del Ministero degli Interni al risarcimento dei danni per le condotte illecite poste in essere dagli appartenenti alle forze di Polizia.
De Gennaro era il capo della Polizia in quei giorni. Era il capo della Polizia durante quella tragedia.
Era il capo di quella Polizia accusata da Amnesty International di aver sospeso i diritti democratici.
A volte, caro Presidente, si può essere responsabili anche senza avere una responsabilità diretta.
A volte si è responsabili di qualcosa anche senza averne la responsabilità giuridica.
Le tante sentenze della Magistratura Italiana parlano di violenza inaudita e immotivata.
Il Governo del tempo in generale, e la Polizia in particolare, non seppero gestire quell’evento.
Caro Presidente noi pensiamo che in un paese evoluto, in una società, in una struttura organizzata, il Capo sia sempre e comunque responsabile della condotta dei propri sottoposti.
Qui non si tratta del mero “Chi sbaglia paga”; qui si parla di responsabilità, di etica, di senso dello Stato, di fare un passo indietro.
All’indomani della sentenza della Cassazione che confermava le condanne inflitte a dirigenti e agenti per i fatti della Diaz, nessuna scusa, nessun mea culpa, da parte del dott. De Gennaro ma solidarietà per i condannati.
La solidarietà ai condannati è un fatto forte, un fatto politico dove chi solidarizza, comprende e giustifica.
Riportiamo la definizione del termine “solidale” che si legge sul Devoto Oli: “Solidale: Pienamente concorde con una linea di condotta seguita da altri, fino a condividerne i rischi le responsabilità gli impegni.”
Condivisione di responsabilità.
De Gennaro, sentenze a parte, è comunque il responsabile, per sua stessa ammissione tardiva. Responsabile dei fatti della Diaz, e del G8 in generale.
In Italia, quindi, abbiamo un sottosegretario agli Interni definito da Cossiga come losco figuro, un uomo pienamente concorde, solidale, con la condotta di dirigenti della Polizia di Stato che per giustificare un pestaggio notturno di pacifici manifestanti, li calunniano mettendo delle bottiglie molotov dentro le scuola.
Che dei poliziotti costruiscano finte prove per incolpare qualcuno è agghiacciante;
che queste finte prove servano a pestare ragazzi inermi che stanno magari dormendo, la “ macelleria messicana “ come definita da un funzionario di polizia, è ributtante.
Che un sottosegretario, poi, sia pienamente concorde con questa linea di condotta è inquietante.
L’Italia non appare più ai nostri occhi un Paese democratico perché ha un sottosegretario che legittima condotte da regime dittatoriale.
Sig. Presidente, il Governo da Lei presieduto sta chiedendo tanti sacrifici a noi cittadini italiani. I sacrifici sono duri da affrontare e la durezza comporta un conflitto sociale che si fa ogni giorno più aspro.
Per questo occorre far comprendere che le Istituzioni sono espressione della volontà popolare e democratica.
L’Italia deve essere, ma deve anche apparire come un Paese democratico, e la Democrazia è un’alba luminosa nell’aria tersa del mattino.
Sig. Presidente, faccia che quell’alba sia veramente luminosa.
Faccia sì che nessuna nuvola la offuschi.
Le chiediamo, con il rispetto che portiamo per la Sua carica, ma con la fermezza di cittadini italiani, desiderosi di credere di vivere ancora in un Paese democratico, di revocare l’incarico Istituzionale conferito al dott. De Gennaro.
Con ossequio.
Primi firmatari
Goffredo D’Antona avvocato Catania via Umberto 303 Catania
Cristiano Leonardi avvocato Catania
Giuseppe Carnabuci avvocato Catania
Francesco Auricchiella avvocato Catania
Salvo Cannata avvocato Catania
Michenri Cherubini avvocato Fermo
Vincenzo Rosa studente Giurisprudenza Catania
Antonio Mazzeo Militante ecopacifista saggista sui temi della pace dei diritti umani e sulla criminalità mafiosa.

Per sottoscrivere l’appello tramite internet osservatorio.diritti@tiscali.it

 

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