Rifiuti, ecco il Piano per la raccolta differenziata per Roma -Nuovo Paese Sera

Rifiuti, ecco il Piano per la raccolta differenziata per Roma / Cronaca – Nuovo Paese Sera.

 

Toccare quota 40% di raccolta differenziata (dall’attuale 25.6%) entro il 2013 e per poi giungere al 50% l’anno successivo: sono gli obiettivi dichiarati del piano di fattibilità per lo sviluppo della raccolta differenziata a Roma presentato, all’auditorium del Ministero dell’Ambiente, dal titolare del dicastero Corrado Clini, il sindaco Gianni Alemanno e i rappresentanti di Ama e Conai.

IL PIANO – Il piano prevede l’applicazione di due sistemi di raccolta: il porta a porta domiciliare/condominiale (che supererà il l’attuale sistema duale) e la raccolta stradale riorganizzata a tre frazioni (carta, plastica e metallo, e indifferenziati). Inoltre viene introdotta la raccolta separata del vetro con l’installazione di appositi contenitori stradali. Il porta a porta raggiungerà, secondo le stime del piano, oltre un milione di cittadini, coinvolgendo i residenti delle aree “verdi” e “gialle” in cui è stata suddivisa la capitale, ovvero quella dove è possibile attuare la raccolta domiciliare con facilità (per densità abitativa, dimensione ridotta degi edifici) e quella dove il servizio è fattibile ma ci sono alcune piccole criticità. Ma si punta a coinvolgere nel servizio domiciliare almeno il doppio di cittadini. Il piano sarà completato a giugno dopo un confronto con le parti sociali.
LA CITTA’ – La città è stata suddivisa in 155 zone territoriali ottimali e classificata in sei categorie: verde, gialla, arancione, rossa, azzurra, grigia, in base al grado di fattibilità tecnica del porta a porta. Il piano prevede tre fasi: nella prima nelle aree verdi si avrà la raccolta domiciliare porta a porta a 4 frazioni: a ogni famiglia saranno consegnati bidoncini (e verranno posizionati contenitori nei condomini) per rifiuti organici, carta e cartone, plastica e metallo e indifferenziati; nelle altre aree della città, verrà riorganizzata la raccolta stradale a 3 frazioni mentre solo nei quartieri attualmente serviti dal duale sarà confermata la raccolta dei rifiuti organici con cassonetti stradali dedicati (a chiusura ermetica con badge per scarti organici e indifferenziati); in tutta la città sarà dunque avviata la raccolta di una quinta frazione di rifiuti, ovvero il vetro. La seconda fase prevede l’avvio del porta a porta anche nelle aree gialle. L’ultima fase prevede infine l’attivazione del sistema della raccolta stradale dell’organico nelle zone cittadine non servite dal porta a porta con cassonetti chiusi dotati di badge.

IL BADGE FAMILIARE – Cassonetti a chiusura ermetica per i rifiuti organici e per quelli indifferenziati nei quali sarà possibile conferire solo con un badge familiare. E’ quanto prevede il piano di fattibilità per la raccolta differenziata a Roma presentato oggi al ministero dell’Ambiente. L’uso della smart card si inserisce in un sistema di premialità per i cittadini virtuosi e sanzione per gli indisciplinati. I cassonetti saranno impiegati nei quartieri attualmente serviti dal “duale”, e successivamente in tutta la città non servita dal porta a porta. Ogni volta che sarano gettati degli scarti alimentari i possessori del badge otterrano dei punti, mentre se ne perderanno quando si utilizzarà il cassonetto per l’indifferenziato.
IL COMUNE – “A Roma abbiamo trovato, quando ci siamo insediati, la differenziata al 17%. L’abbiamo portata quasi al 26%. Abbiamo sottoscritto un patto che fissa obiettivi e stanzia risorse. Puntiamo al 60% nel 2015 e al 65% nel 2016”, ha detto il sindaco Gianni Alemanno presentando il piano. Secondo il sindaco sulla differenziata nella capitale “c’è un problema storico sedimentato dimostrato dalla cifre. Un problema da comprendere non in chiave polemica, ma per conoscere la portata della sfida”.

IL MINISTERO – Trenta milioni di euro in tre anni, dieci all’anno a partire dal 2012. A tanto ammonta il sostegno economico che il ministro per l’Ambiente Corrado Clini ha assicurato a Roma Capitale e Ama per approntare il piano. Clini ha spiegato anche che le risorse ministeriali andranno a coprire lo start-up del progetto che poi vedrà “un costo di gestione che nel tempo scende” e comunque per il futuro auspica e si farà promotore di interventi presso le sedi competenti perché “si assicuri il credito per il progetto” e si possano garantire degli investimenti che “dovranno necessariamente uscire dal patto di stabilità”. Per Clini, quello presentato oggi è “più imponente progetto per la differenziata mai predisposto in Italia e tra i maggiori a livello europeo. Un segnale importante dell’Italia anche nei confronti dell’Ue”.

REGIONE E PROVINCIA – “Ora è necessario che si metta in moto il sistema, abbiamo messo il primo pezzo di un domino ora è necessario che gli altri, Regione e Provincia, corrano dietro, ha detto ancora Clini. E lo facciano “approvando rapidamente tutti i progetti che servono per completare a valle la raccolta differenziata per evitare che si creino colli di bottiglia: in particolare il recupero della frazione organica, la valorizzazione energetica e ampliamento degli impianti di Tmb”.

L’AMA – “L’impegno che abbiamo è che dall’inizio del prossimo anno nessun rifiuto non trattato andrà in discarica”. Lo ha detto l’ad di Ama, Salvatore Capello. Tra le altre cose, Cappello ha anche sottolineato che è allo studio la possibilità di “raccolta gratuita degli ingombranti a domicilio”.

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