La sai l’ultima?: “Smart city” (provvisoria) vicino alla discarica provvisoria

Il NUOVO PAESE SERA pubblica un intervento di  Giuseppe Maria Amendola

*Presidente dell’Associazione Amici del Tevere e del Consorzio Tiberina

 

Si rileva una sostanziale accettazione dell’arrivo della discarica a Pian dell’Olmo.

Il signor Amendola propone la costituzione di una “smart city” (!?) vicino alla

discarica provvisoria …che sarà, una smart city provvisoria?

Come diceva Totò…ma mi faccia il piacere!!!

 

 

La Valle del Tevere sotto pressione / Rubriche e opinioni – Nuovo Paese Sera.

Rubriche e opinioni  Mercoledì, 06 Giugno 2012

Nel Paese delle continue emergenze, alcuni “cantieri di lavoro” sono stati adottati solo nei mesi scorsi a modello, per un nuovo approccio di coesione territoriale (L’Aquila da ricostruire, Pompei da salvaguardare, etc).
La Valle del Tevere è oggi sotto pressione, in particolare con i progetti di 4 nuove centrali idroelettriche fra Alviano e Orte – che andrebbero a modificare l’habitat fluviale a lungo termine e ad inibire altri usi, nonché probabilmente a impedire l’auspicata costituzione del Parco Interregionale – e con l’ipotesi di discarica temporanea a Pian dell’Olmo, nel territorio del XX° Municipio di Roma al confine col Comune di Riano.
Quali che saranno le scelte definitive in merito, è certo che una corretta informazione non può essere ridotta a slogan, tanto più che alcune “installazioni” sono ormai sgradite ai cittadini di ogni dove; basti pensare al mutato atteggiamento dei più strenui ecologisti verso inceneritori e sistemi di termovalorizzazione in genere: fino a pochi anni fa lo slogan era “calore dai rifiuti”, e calore dai rifiuti è stato prodotto in Olanda dalla monnezza napoletana, senza particolari problemi per l’ambiente. Ma allora è un “problema Italia”? La sfiducia e il localismo devono diventare la regola? Una nuova alleanza fra politica, tecnica e comunicazione (quasi a ricordare tre polarità dell’attuale dibattito sul governo delle istituzioni ……) nel nome dell’onestà (anche intellettuale) è forse l’unica prospettiva per il futuro.

Tornando a noi, come non ricordare che dagli assai inquinanti scarti del silicio in elettronica è nata in Silicon Valley anche l’industria fotovoltaica, ivi trovando le condizioni per un’adeguata economia di scala? Perché non applicare nella regione Tiberina un approccio di coesione territoriale, coinvolgendo le Comunità locali, per creare un modello integrato d’innovazione? Una “smart city” vicino a una discarica (che sia provvisoria e al contempo d’avanguardia)? Una riqualificazione paesaggistica e urbanistica attraverso gli oneri compensativi? Nuova occupazione orientata al territorio? Insomma, vorremmo il Tevere da emergenza a risorsa.

*

 

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