Su Brindisi, Genova e l’Italia tutta – wumingfoundation.com

E’ in corso una interessante discussione sul sito wumingfoundation.com

che vi invito a seguire per cogliere qualche elemento di riflessione e

di comprensione sugli avvenimenti in corso

 

A caldo: che cos’è questo golpe? –

 

Riporto solo due interventi di Wu Ming 1 che mi paiono illuminanti

 

Wu Ming 1

Riscontro troppa ansia di affermare che si tratta di un “pazzo isolato”, uno “squilibrato”, uno che “ha agito da solo”.

Nel momento in cui nessuna ipotesi sarebbe da escludere, mi colpisce l’appigliarsi fideistico al video sgranato di una telecamera di sorveglianza.
Ci si comporta come se l’immagine filmata fosse verità oggettiva, scena interpretabile in un solo modo, prova inoppugnabile.
E’ come se l’inquadratura avesse recintato quel che c’era da mostrare e da sapere, e ciò che è rimasto fuori (cioè il contesto, il mondo, il movente, eventuali altre persone implicate) fosse già stato dichiarato irrilevante.
Come se quei fotogrammi sgranati dicessero già tutto quel che c’è da dire (a parte il nome e il cognome, ovviamente).
Ci vorrebbe un semiologo, qualcuno più bravo di me a sviscerare sintassi e semantica delle immagini, per analizzare la piega che ha preso la vicenda nelle ultime ore.
Nel video si vede una persona, ergo: è un “gesto isolato”. A nessuno viene il sospetto che possano esistere complici *fuori* dall’inquadratura. Il video è tutto, se una cosa non è televisionabile non esiste.
Pintarelli, Chimenti, se ci siete, battete un colpo!

Non è nemmeno questione di dire che quelle immagini mentono. Il punto è che sono parziali, insufficienti, senza contesto, senza storia. Forniscono (forse) un indizio importante, ma i media le hanno già trasformate in “supertestimonianza”.
Tra l’altro, anche si trattasse di uno che ha eseguito da solo, di “pazzi isolati” eterodiretti, “lupi solitari” manovrati a distanza da lupi in branco, singoli fanatici usati per trasmettere “messaggi” a chi deve intenderli, è piena la storia.

Troppa fretta di “depoliticizzare”. Era già accaduto con Breivik: non era un terrorista fascista, ma un “pazzo”. Aveva contatti in tutto il mondo dell’ultradestra europea e aveva reso noto il suo programma politico a centinaia di utenti di forum reazionari e xenofobi, ma era definito un “isolato”. Un po’ per malafede e ragioni strumentali, e un po’ perché nell’inquadratura si vedeva solo lui.

L’attentato di Brindisi, chiunque lo abbia compiuto, ha una sua grammatica e compone una figura retorica. Allude in maniera eclatante al clima del 1992-’93, a una “discussione” avvenuta a suon di bombe, in seguito a un improvviso vuoto di potere, tra ambienti della politica, esponenti delle forze dell’ordine e una sezione di capitalismo extralegale (in parole povere, la mafia). Quella discussione finì quando il vuoto di potere fu riempito da una certa forza politica che oggi, vent’anni dopo, appare in avanzato stato di decomposizione. Vent’anni fa erano in ballo grosse privatizzazioni, e anche oggi sono in ballo grosse privatizzazioni. Vent’anni fa c’erano diktat europei di stampo liberista, e anche oggi ci sono diktat europei di stampo liberista. Vent’anni fa c’era un governo tecnico, e anche oggi c’è un governo tecnico.

In più, nelle ultime settimane si sono verificati numerosi “piccoli” e grandi attentati, provocazioni a cui abbiamo fatto caso in troppo pochi, episodi strani seguiti da rivendicazioni che sono apparse poco convincenti. Sigle atte a confondere e criminalizzare sono state recuperate dalla pattumiera dell’eversione. La storica e gloriosa Federazione Anarchica Italiana (FAI) oggi viene confusa con la sedicente Federazione Anarchica Informale (FAI anch’essa). E un ancor più subdolo lavoro di diffamazione degli anarchici (in questo caso Valpreda, Pinelli, il circolo “Ponte della Ghisolfa”) è stato fatto in relazione a Piazza Fontana. Guardacaso, anche oggi, tra le pieghe del dibattito febbricitante su Brindisi, è spuntata una “pista anarchica”, e faceva riferimento a navi provenienti dalla Grecia. Devo proprio ricordare che queste navi che fanno avanti e indietro dalla Grecia erano già state evocate all’indomani del 15 Ottobre?

Insomma, è meglio non avere fretta, e non accontentarsi delle spiegazioni più semplici che ci vengono ammannite.

 

Wu Ming 1

Una settimana fa, ordigno trovato davanti a una scuola di Castel Volturno, con minacce di presunto “gruppo anarco-insurrezionalista”.
Ordigno. Scuola.
Nelle scorse settimane, oltre ai fatti già riportati (FAI, gambizzazione di Genova etc.), se ne sono verificati altri tra le pieghe della cronaca, che sarebbe il caso di recuperare.
Chi conosce la storia della strategia della tensione, sa che nei mesi precedenti gli “attentatuni” si riscontra una sorta di “sciame preparatorio” di attentati più piccoli, di tentativi, di provocazioni, di “messaggi” a non si sa bene chi. Per tutta l’estate del ’69 esplosero bombe in giro per l’Italia (bombe oggi dimenticate), poi a dicembre ci fu Piazza Fontana.
Grazie a Michele Montanari (Tezla1976) per la segnalazione.

 

*

 

 

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