Parchi fotovoltaici nelle cave dismesse…anche da noi si può!

In un precedente post: Parchi fotovoltaici nelle cave dismesse. In Germania si può! E da noi? ponevo la questione del recupero delle cave di Riano ed in generale di tutte le cave dismesse. Oltre una giusta contrapposizione all’idea di utilizzare le cave come buchi dove buttare l’immondizia, ritenevo necessario che le amministrazioni locali si ponessero il problema di un diverso sviluppo del territorio e del recupero delle cave attraverso l’installazione di parchi fotovoltaici.

Spigolando e navigando ho trovato questa notizia di un parco fotovoltaico realizzato in Emilia (che non è la Germania, ma gli si avvicina…)

L’impianto, denominato Helios 2, sorge in una ex-cava.

Allora anche da noi si può!

 

Hèlios II, nuovo impianto fotovoltaico a Montechiarugolo (PR) | InfoPo.

Fonte: www.24emilia.com 25/06/2011

Hèlios II produce energia in quantità pari al 185% della bolletta elettrica del Comune di Montechiarugolo facendolo non solo risparmiare, ma addirittura guadagnare: circa 200 mila euro l’anno che possono essere investiti in altre attività.

Con una potenza nominale di quasi due MegaWatt e più di 8000 pannelli fotovoltaici, l’Impianto, che si estende su circa 6 ettari di terreno, è realizzato nell’ex-cava Ca’ Tripoli, area recentemente venduta al Comune di Montechiarugolo da Ccpl Inerti. Si tratta di una delle più rilevanti opere pubbliche mai realizzate nel Comune, sia per l’impegno economico che per l’intrinseco valore ambientale dell’opera.

General Contractor dell’operazione Hèlios II è Gesta, ditta coordinatrice e realizzatrice di tutte le attività afferenti alla realizzazione e manutenzione dell’appalto aggiudicato dall’Ati composta da Ccc, Cme, GeSIn e Ubi Leasing.

Il costo dell’opera è di 7.117.200 euro di cui 46.200 a carico del bilancio comunale ed i restanti 7.071.000 da finanziare tramite leasing in costruendo. Il progetto ha vinto un bando della Regione Emilia Romagna ed ottenuto un cofinanziamento di 400.000 euro. ”

*

La notizia è riportata anche qui:

http://www.legambiente.emiliaromagna.it/2011/06/25/inaugurazione-di-impianto-fotovoltaico-modello-a-montechiarugolo/

“L’impianto, realizzato dal Comune di Montechiarugolo a monte delle casse di espansione del fiume Enza, è un concentrato di buone pratiche che Legambiente indica come esempio-modellodi centrale elettrica solare da seguire a tutte le amministrazioni pubbliche, specialmente i comuni medio-piccoli.

L’impianto, denominato Helios 2, sorge in una ex-cava abusiva dove, parallelamente alla posa dei pannelli è stata avviata la rinaturalizzazione dei luoghi circostanti. L’opera è stata appaltata integralmente dal Comune, senza intermediazioni, con la procedura del leasing in costruendo. Grazie a questa modalità le casse comunali beneficeranno di un introito annuo di 400mila euro (già al netto della rata per il mutuo bancario) che dal dodicesimo anno salirà a 1 milione di euro. L’opera è costata 7,1 milioni ed ha ottenuto un contributo regionale di 400mila euro.
La potenza installata (1,914 Mw) permetterà una produzione annua di 2.192 Mwh che copre il 135% dei consumi energetici comunali e il 185% della spesa economica per l’approvvigionamento energetico. Il Comune ha sottoposto il progetto a VIA (Valutazione impatto ambientale) volontaria.

Si tratta di un impianto fotovoltaico a terra. Legambiente ritiene che i criteri seguiti dal Comune di Montechiarugolo per realizzarlo siano stati attenti a tutte le problematiche connesse al consumo di suolo. Il progetto e le modalità di realizzazione dell’impianto Helios 2 di Montechiarugolo, suggeriscono una valutazione attenta, caso per caso, sul fotovoltaico a terra perché le linee guida regionali sull’argomento, benché positive e necessarie, rischiano di frenare troppo la diffusione delle energie rinnovabili di cui il Paese ha forte bisogno.

Questi, nel dettaglio, i punti che Legambiente ritiene di sottolineare:

La centrale elettrica solare sorge in una ex-cava abusiva e abbandonata, ai margini di una zona Sic-Zps del fiume Enza. Un luogo che era difficile da recuperare ad altri usi ma che ben si adattava ad accogliere un impianto fotovoltaico a terra di medio-grandi dimensioni. In più l’avvallamento determinato dall’escavazione lo nasconde alla vista del piano di campagna, limitando l’impatto visivo, per quanto sia un problema marginale. L’impianto a terra è stato realizzato secondo modalità avanzate, con i pannelli installati su pali, senza pesanti opere di fondamenta, in modo da lasciare libero il terreno.

Nell’area intorno all’impianto fotovoltaico è stato realizzato un progetto di rinaturalizzazione, preceduto da un attento studio di osservazione sull’avifauna e la microfauna, che ha portato alla creazione di una zona umida e di una valorizzazione di un boschetto ripariale con piantumazioni e posa di necromasse.

Il metodo seguito è altrettanto importante: il Comune di Montechiarugolo ha gestito in proprio tutto il procedimento, con gara d’appalto europea curata nei minimi termini dagli uffici comunali, sfruttando in modo sinergico il lavoro dei dipendenti pubblici di vari settori. Questo permette al Comune di massimizzare le entrate dalla produzione di energia, non dovendo riversare ad altri soggetti gli incentivi del conto energia. E i numeri sono notevoli: introiti previsti per 1 milione di euro all’anno che permettono di ripagare in undici anni il leasing acceso con la banca, anche questa individuata tramite gara, ottenendo al contempo una disponibilità annua per le casse comunali di 400mila euro.

La possibilità, e la scelta, di costruire un impianto di taglia media ( 2 MW ) è significativo anche per la quantità di energia pulita prodotta (stimata in 2.192 MWh/anno), che porta ad un risparmio di 500 Pet, ossia tonnellate di petrolio equivalente.

Il meccanismo di produzione di energia, con relativo ritorno economico diretto, ha inoltre accelerato i progetti del Comune sul fronte dell’efficienza energetica dei propri beni. In particolare l’Amministrazione Comunale ha intenzione di sperimentare un progetto sull’illuminazione pubblica con introduzione di lampade a led (che consentono un risparmio del 55%) e nelle zone residenziali e a parcheggio sistemi di graduale abbassamento dell’intensità di luce, a seconda dell’orario, o sistemi di accensione dell’illuminazione on demand (a richiesta), ossia solo quando vi è effettivo passaggio o necessità per le persone.”

*

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...