Rifiuti, si infiamma il dibattito in vista di Roma31

Rifiuti, l’appello di Clini alla Provincia “Individui altri siti per le discariche” – Roma – Repubblica.it. (segui il link per l’articolo completo)

 

 

 

“…questa volta il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, rivolge il suo appello alla Provincia di Roma che “ha detto di essere pronta a collaborare su questo”, durante una conferenza stampa convocata dopo il vertice con Regione Lazio, Comune, Provincia di Roma e con il prefetto, Giuseppe Pecoraro. Riferendosi a quest’ultimo, che riveste anche il ruolo di commissario straordinario per la chiusura della discarica di Malagrotta, il ministro ha aggiunto: “La nostra proposta è che il prefetto abbia un mandato più ampio, in maniera tale di poter esplorare siti ulteriori per una discarica dove va soltanto il rifiuto trattato e una quantità molto ridotta rispetto al complesso dei rifiuti”. Prorogata oltre il 30 giugno l”attività della discarica di Malagrotta, ma non oltre dicembre. “Entro l’anno deve essere chiusa”, ha assicurato Clini.

Per evitare l’emergenza rifiuti nella capitale, “l’idea del ministero dell’Ambiente e del governo non è commissariare Roma ma fare un piano per Roma, valorizzando le competenze e le responsabilità perché siamo cinvinti che bisogna fare in modo che i cittadini che hanno eletto i loro rappresentanti abbiano da loro delle risposte”. Insomma, serve un ‘piano’ che preveda misure per prevenire il pericolo e attuare le normative europee e nazionali da avviare tutte in modo contestuale per programmare e garantire la gestione integrata del ciclo dei rifiuti nella città. “Noi vogliamo aiutare i rappresentanti a dare queste risposte – ha continuato Clini – non vogliamo immaginare che ci sia una autorità terza che si metta sopra Regione, Provincia e Comune e decida per conto loro. Abbiamo dato dei tempi per l’accordo di programma. Vogliamo essere operativi dal mese di maggio” e quindi l’accordo “deve essere preparato e finalizzato nell’arco delle prossime due settimane. Il piano industriale di Ama deve rientrare all’interno dell’accordo vincolante per Comune, ministero e Ama, perciò dovrà adeguarsi a questi obiettivi”.

Criticità dei sette siti individuati. “Nella fase di individuazione dei siti per la discarica transitoria in vista della chiusura di Malagrotta – ha spiegato Clini – sono emerse problematiche rappresentate da due pareri negativi: quello del Mibac per Corcolle e quello dell’Autorità di bacino del fiume Tevere che ha osservato che Corcolle, Riano e Pian dell’Olmo sono esposti a un importante rischio, dal momento che è stata rilevata la presenza di sorgenti lineari, corsi d’acqua affioranti e scarsa presenza di barriere necessarie per la sicurezza delle discariche”. Dopo aver ricordato l’insediamento del tavolo tecnico presso il ministero il 12 marzo scorso, il ministro dell’Ambiente ha precisato di aver “presentato e discusso un rapporto su queste basi”.

Quindi, una soluzione comprendente i siti interessati da evidenti problematiche di natura idrogeologica (Corcolle, Quadro Alto e Pian dell’Olmo), appare “non compatibe, fatta salva la preventiva ed effettiva realizzazione di fattibilità, stabilità, e convenienza anche economica di barriere impermeabili ingegnerizzate idonee a superare nel lungo termine qualsiasi ipotesi di eventi tali da pregiudicare la qualita’ dell’ambiente nelle aree limitrofe con danni alla salute dell’uomo”. Si apre continua la valutazione del ministero dell’Ambiente sulla localizzazione dei siti per realizzarvi la discarica temporanea per il post Malagrotta. “La soluzione inerente il sito di Corcolle si ritiene inopportuna anche per la prossimità del sito archeologico di Villa Adriana- prosegue l’analisi- Il sito di Monti dell’Ortaccio presenta caratteristiche favorevoli e capacità di abbancamento di rifiuti adeguata, stante anche la presenza in esercizio di due impianti di Tmb e di gassificazione, a fronte di fattori di inopportunità connessi all’area di sovraccarico ambientale già presenti sull’area”. Per quanto riguarda “il sito di Fiumicino, Pizzo del Prete-le Macchiozze, presenta caratteristiche compatibili salvo la tempistica della realizzazione degli scavi e le opere di area che si renderebbero necessarie- conclude la nota- i rimanenti due siti Fiumicino- Osteriaccia e Roma-Castel Romano presentano manifeste criticita’ e l’esistenza di fattori escludenti”.

Il prefetto Pecoraro ha osservato: “Se entro il 30 giugno non c’è un progetto, il commissario, o chi per lui, non è in grado di fare un’ulteriore proroga di Malagrotta. I sette siti erano e sono problematici, il ministro ha fatto riferimento ai tre, per così dire, meno problematici. L’auspicio è non tornare verso questi tre se ci sono altri siti disponibili. Spero ci siano”.

Il piano per Roma. Il ministro dell’Ambiente ha poi osservato che “per far fronte all’emergenza rifiuti a Roma nel corso delle ultime due settimane, ovvero da quando il dicastero si è fatto carico è stato approntato un ‘piano per Roma’ che consiste nel potenziamento della differenziata, la sottoscrizione entro il 30 aprile di quest’anno, di un accordo di programma e un piano operativo con gli enti locali interessati e le aziende titolari degli impianti Tmb, quelle degli impianti per la preparazione del compost e degli impianti di recupero energetico”, ha detto il ministro dell’Ambiente. Che inoltre ha sottolineato l’opportunità di rafforzare il mandato del commissario Pecoraro sia in termini temporali che di verifica e ricerca di ulteriori siti e della fase di avvio di una piena e corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Per raggiungere questo scopo Clini ha precisato che bisogna potenziare il recupero dei rifiuti raccolti ”migliorando la raccolta differenziata” che sarà fatto con un accordo tra il ministero dell’Ambiente e il Comune di Roma e le aziende e i consorsi impegnati nel riciclaggio allo scopo di raggiungere nel triennio 2012-2014 l’obiettivo del 50 per cento di materiale recuperato con una riduzione dei rifiuti che finiranno nelle discariche. Rendere pienamente efficienti gli impianti di trattamento meccanico-biologico permetterà di recuperare il 40 per cento dei rifiuti trattati negli impianti. ”In questo modo – ha aggiunto Clini – in discarica finiranno non più del 20 per cento dei rifiuti di Roma. Si tratta di un accordo di programma con un piano impegnativo per il ministero, la Regione, il Comune, la Provincia e le aziende che daranno efficienza ad un sistema oggi non efficiente”. Per questo Clini ha parlato di un rafforzamento del mandato del prefetto, in termini temporali, per la ricerca e la verifica di ulteriori siti ricordando che il commissario ha poteri di deroga, ”ma non si può andare in deroga alle norme previste dalle direttive Ue. Subito dopo Pasqua con il prefetto incontrerò a Bruxelles il commissario europeo all’Ambiente, Janez Potocnik, per esaminare insieme la questione di Roma che è all’attenzione dell’Unione Europea. So che il commissario ha risposto alla lettera inviata da un comitato richiamando i criteri ai quali si devono uniformare le questioni emergenziali in caso di rifiuti- ha proseguito Clini- ci incontreremo per fare in modo che questo programma che stiamo delineando sia condiviso anche dalla Commissione Europea”.

“La linea dell’accordo di programma è decidere e lavorare insieme con l’assunzione di una responsabilità comune. Spero che Comune, Provincia e Regione sottoscrivano l’accordo di programma. Abbiamo già avuto la manifestazione della disponibilità da parte degli assessori, spero me le formalizzino presto. Nell’accordo di programma che proponiamo vogliamo che le imprese che gestiscono questi impianti si assumano le responsabilità, anche nell’onere di penali se non corrispondono all’impegno”, precisa Clini.

Le cinque proposte del Wwf per uscire dall’emergenza. L’85% dei rifiuti prodotti nel Lazio finisce nelle discariche e negli inceneritori per un totale di 2,8 milioni di tonnellate all’anno mentre l’ecotassa è tra le più basse d’Italia e d’Europa. “Questo non fa altro che incentivare gli investimenti su impiantistica da combustione e realizzazione di discariche, il contrario di quello che chiede l’Europa”. A lanciare l’allarme è il Wwf Lazio con il suo presidente Vanessa Ranieri. “Da un confronto con gli altri stati europei in Italia i disincentivi fiscali per lo smaltimento sono molto bassi e questo quadro è aggravato dal fatto che i cosiddetti impianti di termovalorizzazione beneficiano di appositi incentivi mentre per quelli di riciclaggio non vi è alcuna previsione di sostegni finanziari – prosegue la Ranieri – Per questo motivo il Wwf ritiene che il costo dell’ecotassa dovrebbe essere aumentato. A pochi mesi dalla approvazione del Piano regionale sui rifiuti, pubblicato lo scorso 14 marzo, insomma, si ha già la convinzione che lo stesso non solo non possa portare quei benefici legati alla corretta pianificazione, prevista dalla gerarchia dei rifiuti comunitaria, ma addirittura ad una sicura condanna da parte della Comunità Europea avendo lo stesso di fatto puntato sulla realizzazione degli impianti per la produzione di Cdr sulla combustione dello stesso. Si aprano immediatamente i siti di compostaggio senza i quali è impensabile prevedere l’avvio di una serie puntuale raccolta differenziata porta a porta”.

Il Wwf ha cinque proposte per uscire dall’emergenza. “Si deve immediatamente attivare un programma di prevenzione con precisi obiettivi e relative scadenze; si deve raggiungere il 65% di raccolta differenziata spinta utilizzando il sistema porta a porta; si deve sostenere l’attività di riciclaggio attraverso il finanziamento di impianti di compostaggio, ma soprattutto curarne l’effettiva loro realizzazione; si deve aumentare l’ecotassa, per disincentivare il trattamento termico e lo smaltimento; Vincolare l’ecotassa al sostegno delle attività di prevenzione e di riciclaggio”. Il Wwf ha inoltre presentato una ricerca di Federambiente dalla quale si evince che la spesa media pro capite nel Lazio è tra le più alte d’Italia, 186,9 euro. Il cittadino del Lazio, insomma, è quello che paga di più per i costi in conto capitale destinati alla gestione dei rifiuti, ossia sostiene il maggior esborso per ripagare gli impianti di gestione dei rifiuti urbani. “Rivolgo un appello alle istituzioni locali – conclude Ranieri – affinché prendano la strada che ci impone l’Europa. Così come è, il piano è inadeguato e siamo pronti ad impugnarlo se dovesse restare in questo modo”.

Sabato protesta in piazza Santi Apostoli. “Il messaggio che oggi lanciamo da Roma e dal Lazio ad altre vertenze regionali, riguarda il comune rifiuto di un sistema illegittimo di gestione dei rifiuti basato ancora oggi sul conferimento del ‘talquale’ in megadiscariche, o peggio, la volontà di incenerirli, con grave danno alla salute e alla compromissione del ciclo biologico e dell’integrità ambientale”, comunica in una nota la rete “Rifiuti zero”, che ha indetto, per sabato a Roma, una manifestazione unitaria di protesta, con appuntamento in piazza Santi Apostoli alle 10. “I Piani rifiuti regionali adottati nelle nostre region i- si legge nel testo – ancora si limitano a descrivere le fasi di trattamento in linea teorica, prevedendo concretamente ancora il ricorso alla discarica e al selezionamento dell’indifferenziato per produrre Cdr da incenerire in impianti tossici, ma non prendono atto della urgenza di riconvertire le risorse e i progetti impiantistici verso l’unica filiera oggi praticabile: quella di rifiuti zero”. “Nonostante la grave crisi in atto e la mancanza di risorse economiche – specifica la rete – l’esaurimento di quasi tutte le discariche e l’arrivo delle sanzioni da parte della Commissione europea, si persevera nel tentativo di aprire altri siti di discarica o inceneritori, sull’onda della sempre minacciata emergenza, senza che ancora parta una concreta scelta ‘Zero waste’ di avvio della raccolta porta a porta estesa e spinta, in tutto il territorio regionale e la relativa impiantistica per il recupero di materiali, oggi ancor più preziosi. Zero waste è per noi una scelta imprescindibile nell’attuale drammatico scenario regionale di deindustrializzazione in atto, con la mancanza di qualsiasi ipotesi di rioccupazione- spiega Rifiuti zero- una scelta che può spostare risorse pubbliche ed investimenti privati dalla gestione monopolistica e affaristica di megaimpianti tossici, a quella di una enorme espansione del lavoro locale, legato alla raccolta-riutilizzo-riuso urbano e di avvio di una nuova industria pulita del riciclo-recupero, in piccoli impianti ad impatto zero. Noi rifiutiamo di accettare oggi l’ennesima illegittimità, mascherata dal commissariamento ad hoc della politica, e chiediamo con forza l’inversione di scelta e il ripristino della legalità. La presentazione della delibera di iniziativa popolare ‘Per Roma verso Rifiuti zero’- si legge in conclusione- significa questo: iniziare, da tutti i Comuni e le grandi città italiane, una grande Campagna di pressione popolare e mediatica che informi i cittadini della proposta che parte dai movimenti, dai comitati attivi di un Piano alternativo per l’attuazione della riduzione-riutilizzo-riciclo-recupero perché anche Roma, Napoli e altre città possano imitare il percorso di San Francisco, Canberra o Buenos Aires”.

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