Manifestazione a ROMA –Sabato 31 marzo h. 10 – Piazza SS. Apostoli

Rete Zero Waste Lazio.

 

Manifestazione a ROMA –Sabato 31 marzo h. 10-14 – Piazza SS. Apostoli

 

IL LAZIO CHIAMA LA CAMPANIA A MANIFESTARE INSIEME

“ZERO WASTE” E’ OGGI NECESSARIO,POSSIBILE, INEVITABILE PER IL NOSTRO FUTURO.

 

 

Il messaggio che oggi lanciamo da Roma e dal Lazio a Napoli ed alla Campania riguarda il comune rifiuto di un sistema illegittimo di gestione dei rifiuti basato ancora oggi sul conferimento del “talquale” in megadiscariche o peggio la volontà di incenerirli, con grave danno alla salute ed alla compromissione del ciclo biologico e dell’integrità ambientale.

I Piani Rifiuti regionali adottati nelle nostre regioni ancora si limitano a descrivere le fasi di trattamento in linea teorica, prevedendo concretamente ancora il ricorso alla discarica ed al selezionamento dell’indifferenziato per produrre CDR da incenerire in impianti tossici, ma non prendono atto della urgenza di riconvertire le risorse ed i progetti impiantistici verso l’unica filiera oggi praticabile: quella di Rifiuti Zero / Zero Waste.

Nonostante la grave crisi in atto e la mancanza di risorse economiche, l’esaurimento di quasi tutte le discariche e l’arrivo delle sanzioni da parte della Commissione Europea si persevera nel tentativo di aprire altri siti di discarica od inceneritori, sull’onda della sempre minacciata emergenza, senza che ancora parta una concreta scelta “Zero Waste” di avvio della raccolta porta a porta estesa e spinta in tutto il territorio regionale e la relativa impiantistica per il recupero di materiali, oggi ancor più preziosi.

“Zero Waste” è per noi una scelta imprescindibile nell’attuale drammatico scenario regionale di deindustrializzazione in atto con la mancanza di qualsiasi ipotesi di rioccupazione: una scelta che può spostare risorse pubbliche ed investimenti privati dalla gestione monopolistica ed affaristica di megaimpianti tossici a quella di una enorme espansione del lavoro locale legato alla raccolta-riutilizzo-riuso urbano e di avvio di una nuova industria pulita del riciclo-recupero in piccoli impianti ad impatto zero.

Noi rifiutiamo di accettare oggi l’ennesima illegittimità, mascherata dal commissariamento ad hoc della politica, e chiediamo con forza l’inversione di scelta ed il ripristino della legalità:

Øil punto non è l’emergenza di Roma o quella del Lazio, costruita a tavolino per continuare a fare solo smaltimento, il punto è che noi chiediamo che ORA si rispetti la legge in vigore e si mettano CON URGENZA risorse economiche, progetti industriali, atti deliberativi conseguenti all’avvio della prevenzione/riduzione, all’avvio della raccolta porta a porta spinta in tutta Roma e Lazio, all’avvio di impianti di selezione/riciclo di plastica-carta-metallo-vetro differenziati e di impianti di compostaggio per la parte organica differenziata, alla modifica degli impianti di preselezione del “talquale” per adattarli a selezionare altri materiali da recuperare senza produrre CDR,

ØL’esperienza di Napoli che, in deroga alla normativa in vigore che obbliga al trattamento ENTRO I CONFINI REGIONALI ha visto nell’esportazione dei rifiuti una possibile soluzione al problema, occorre chiarire che non è certamente “la soluzione”, essendo Napoli “l’eccezione nazionale” avendo vissuto una odissea interminabile e terribile ancora non risolta. Napoli ha dovuto chiedere una Decreto al presidente del Consiglio dei Ministri per ottenere la deroga eccezionale giustificata dalla VERA EMERGENZA IN ATTO, così come ricordiamo che in Campania è stato sospeso lo stato di diritto in materia di rifiuti ed è stato autorizzato non solo l’incenerimento del “talquale” ad Acerra ma anche la militarizzazione delle discariche e dei siti di trattamento, sottratti persino alle normali procedure di controllo e monitoraggio in virtù della ex gestione affidata alla Protezione Civile di Bertolaso. Dal punto di vista etico per noi appare chiaro che i rifiuti indifferenziati non debbono essere esportati né usati per alimentare inceneritori del tutto simili ai nostri che produrranno polveri sottili cancerogene e mutagene con gravi danni alle popolazioni locali, di cui noi saremmo comunque responsabili.

ØE quindi non accettiamo che IN NESSUN GIARDINO VICINO O LONTANO SI BRUCINO RIFIUTI, per qualsiasi ragione ed in qualsiasi condizione, perché I MATERIALI IN ESSI CONTENUTI SONO LE RISORSE CON CUI POSSIAMO RIFINANZIARE un nuovo modello di occupazione locale ed un nuovo modello di gestione sostenibile ad impatto zero nel Lazio.Se questo non è ancora chiaro e si tende a vedere i materiali contenuti nei rifiuti come un problema invece che come una risorsa da gestire, in una nazione economicamente in ginocchio e che non ha certo risorse da regalare ai ricchi olandesi, questo è il sintomo di quanto ancora lungo sia il percorso di consapevolezza da fare anche all’interno di chi si vorrebbe porre alla testa di una alternativa Rifiuti Zero che forse neanche ha interesse a conoscere davvero.

ØLa presentazione della delibera di iniziativa popolare “Per Roma verso Rifiuti Zero” significa esattamente questo: iniziare da tutti i Comuni e le grandi città italiane una grande Campagna di pressione popolare e mediatica che informi i cittadini della proposta che parte dai movimenti, dai comitati attivi di un Piano Alternativo per l’attuazione della Riduzione-Riutilizzo-Riciclo-Recupero perché anche Roma, Napoli ed altre città possano imitare il percorso di S. Francisco, Canberra o Buenos Aires.

 

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