Com’è andato il Sit-in al Ministero dell’Ambiente?

Discarica Riano, proteste contestazioni Sit-in sotto al Ministero dell’Ambiente – Corriere Roma. (segui il link per l’articolo completo)

ROMA – Si sono radunati fin dal primo mattino sotto il ministero dell’Ambiente., dove si è riunito il vertice sui rifiuti con il ministro Corrado Clini, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, i presidente di Regione e Provincia, Renata Polverini e Nicola Zingaretti e il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro commisario per l’emergenza rifiuti. I comitati per il No alla discarica di  Riano, San Vittorino-Corcolle e Tivoli, chiedono «La sospensione di tutti i procedimenti per realizzare delle discariche in luoghi non idonei». E inoltre  «la valutazione di soluzioni alternative, e non di siti alternativi».


MINISTRO CLINI – «Le soluzioni già individuate dal prefetto saranno oggetto di ulteriori valutazioni con le altre opzioni che erano già state individuate dalla Regione. A questo scopo abbiamo istituito una struttura tecnica di supporto composta dal segretario generale del ministero dell’Ambiente, Antonio Agostini, cui parteciperanno anche Regione, Provincia, Comune e struttura commissariale», ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. «Il ministero del’Ambiente- ha aggiunto- si fa carico di attuare questa iniziativa a supporto della Regione e delle amministrazioni locali. Il prossimo 22 marzo, quindi, ci sarà una riunione per fare il punto sulla valutazione tecnica che sarà effettuata da questo tavolo di lavoro e per procedere in maniera tale che le situazioni transitorie trovate possano essere di garanzia per tutti e soprattutto essere efficienti ed effettivamente transitorie».

«NESSUN RIPENSAMENTO» – Ma sui siti aveva avvertito il prefetto Pecoraro, «nessun ripensamento anche perché allo stato nessuno è in grado di dare alternative». Lo ha detto il prefetto di Roma e commissario straordinario Giuseppe Pecoraro, arrivando al ministero dell’Ambiente. In merito al fascicolo aperto dalla Procura, Pecoraro ha spiegato: «Non sono preoccupato».

CONTESTAZIONI – Pesanti contestazioni contro il prefetto e gli amministratori: «Alemanno e Polverini assassini», «Zingaretti venduto» e al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, «vergogna, sei un incompetente». Così gli appartenenti ai comitati contro le discariche di Corcolle e Riano hanno contestato e insultato i rappresentanti delle istituzioni locali che sono usciti dal ministero dell’Ambiente. Il prefetto Pecoraro, al termine dell’incontro, si è limitato a dire che «si è trattato di approfondimenti». Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, hanno invece lasciato il ministero dell’Ambiente infilandosi nelle rispettive auto senza dichiarare nulla, tra i fischi e le contestazioni delle persone appartenenti ai comitati per il No alle discariche.


ITALIA NOSTRA: «VIA PECORARO» – E Italia Nostra chiede le dimissioni di Pecoraro. «Italia nostra Roma dopo 57 anni di difesa instancabile, giorno per giorno, della città eterna, avendo sempre affrontato venti e marosi pur di cercare di salvare la sua grandezza tante volte messa in pericolo, dopo otto mesi di inconcludenti istruttorie affidate con pieni poteri al commissario Giuseppe Pecoraro, per trovare la soluzione successiva alla chiusura della discarica di Malagrotta, avendo egli indicato due siti provvisori quello di Corcolle e quello di Riano Flaminio e avendo infine previsto come destinazione finale l’inceneritore di Pizzo del Prete, ritiene di far sentire alta la propria voce», dice in una nota il presidente dell’associazione, Carlo Ripa di Meana.


«PARERI CONTROVERSI» – Il Commissario, prosegue Ripa di Meana, «si è affidato a pareri a dir poco controversi e lacunosi di due ingegneri, l’ingegner Sorrentino e l’ingegner Moretti. Alla Conferenza dei servizi per Corcolle, la sua proposta è franata: respinta dal sottosegretario del ministero per i Beni culturali, Roberto Cecchi, dal direttore regionale Federica Galloni e dalle Soprintendenze statali competenti».
La scelta dei due siti appare dunque evidentemente fuori luogo, e la protesta è montata «dopo il No rotondo della Provincia di Roma rinnovato oggi dal presidente Nicola Zingaretti, dopo il No del Consiglio superiore dei Beni culturali nella persona del suo presidente Andrea Carandini, dopo il No dell’Autorità di Bacino e dopo il No del sindaco della Capitale, Gianni Alemanno del 16 settembre 2011 (ndr. nel territorio del Comune di Roma si trova la cava di Corcolle)». Il tutto mentre in Europa con l’Accademia di Francia e altri Paesi con le firme di oltre 3 mila archeologi si schierano contro il sito di San Vittorino Corcolle. E mentre l’Unesco minaccia di ritirare il «bollino» di sito di interesse per l’intera umanità.

Redazione Roma online

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